Finanza
«Cinema a norma per il Comune: non è così»
Il Consorzio, atti 2010 alla mano, racconta un'altra verità: sembra una assurda guerra personale
VOLTERRA. Stesse domande. Risposte diametralmente differenti. Nel mezzo c'è la sopravvivenza del cinema di Volterra. E dalle carte - atti e comodato 2010 - che srotola la presidente del Consorzio turistico Luciana Parri emerge un'altra verità rispetto alle parole, sempre sull'argomento, rilasciate giorni fa dal sindaco Marco Buselli. «Rispondiamo volentieri, avremmo preferito evitare visto che con i partner (Fondazione, Cassa di Risparmio, Comune) avevamo concordato di non fare inutili interventi sulla stampa, forse il sindaco non lo ricordava ed ha cercato di gettarci la croce addosso. Sembra che per lui sia diventata una questione personale. Mentre gli altri partner e la città hanno gioito alla riapertura, lui ha reagito con delibere e comportamenti di cui stentiamo a capire la logica», premette la presidente.
L'amministrazione ha dato al Consorzio 1 mese per la restituzione dell'immobile per ragioni di sicurezza: mancanza del certificato prevenzione incendi.
«Noi ci riferiamo agli atti: esiste un comodato gratuito con il quale il Comune ci concede le attrezzature e i locali fino al 31 dicembre 2020. Le cause di risoluzione previste sono, all'articolo 3: a) uso dei beni concessi in comodato per scopi diversi da quelli per cui è stato concesso (sala cinematografica); - b) Modifiche di qualsiasi natura apportati ai beni concessi in comodato. Il Consorzio non ha contravvenuto alle prescrizioni e non esiste una motivazione seria a sostegno della restituzione».
Perché il cinema resta aperto, allora?
«Veniamo al certificato prevenzione incendi: la delibera del Comune (priva del parere del responsabile del servizio) è singolare. Fino ad oggi si è tollerato un cinema inadeguato, sotto il profilo della sicurezza, e solo ora che il Consorzio vi ha posto rimedio utilizzando una sola sala, il Comune ha ritenuto indispensabile intervenire. Rifacciamoci ancora agli atti: la delibera del Comune dice: "Di interdire l'attività cinematografica per carenze sotto il profilo della sicurezza", mentre il sindaco dichiara "La singola sala utilizzata da sola non necessita del certificato di prevenzione incendi". Si mettano d'accordo! Noi abbiamo fatto quel che era concordato nell'ultimo incontro con i partner: aprire una sala, in attesa di un adeguamento, per cui il sindaco si era impegnato, dal gennaio 2013, lo dimostra la fitta corrispondenza».
Nel passaggio del 2010 del cinema tra la società Noodles e il Comune, tra i documenti necessari per legge, mancava la certificazione prevenzione incendi. Il cinema, quindi, è sempre stato fuorilegge e al suo passaggio la situazione non viene sanata: chi avrebbe dovuto controllare?
«Il comodato, all'articolo 1C, recita: "Gli immobili e gli impianti che vengono concessi in uso, sono dal comodante (Il Comune) dichiarati idonei allo scopo per cui vengono concessi e muniti di tutte le certificazioni, certificati ecc. necessari per svolgere l'attività cinematografica". Sulla base di questa dichiarazione il Consorzio ha fatto investimenti, che rischiano di andare in fumo, per il recupero dei quali qualcuno dovrà assumersi le responsabilità. Se il Comune ha rilevato dalla gestione precedente un immobile senza accertarsi della regolarità, non è un nostro problema».
Ci sarà una gara di appalto per il nuovo gestore?
«Non spetta a noi rispondere, è certo che se il Consorzio non esce dal Cinema recuperando gli investimenti, sarà difficile pensare ad una nuova gestione, dal momento il comodato scade nel 2020. Questa situazione ci amareggia perché il Cinema lo abbiamo riaperto e rinnovato dedicando risorse finanziare ed umane; ma di fronte a questo clima di guerra creato dall'amministrazione è difficile poter lavorare con serenità».
Francesca Suggi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
