Italia
Albergo diffuso e olio sono i tesori della piccola Buti
Il progetto presentato durante il fine settimana coinvolge il centro storico. I commenti dei commercianti
BUTI. Valorizzazione dell’olio butese e lancio dell’albergo diffuso. I cardini della manifestazione “I tesori di Buti” possono diventare davvero un forziere per il borgo. Due idee per rilanciare il turismo e la vocazione agricola. Gli unici settori che possono garantire futuro e benessere economico al paese. Un concetto ribadito a più riprese nel weekend organizzato dal Comune e dal Centro commerciale naturale L’Aquila. Che trova riscontri positivi tra i butesi. Il progetto dell’albergo diffuso presentato al teatro Di Bartolo ha aperto la strada verso quello che può essere definito il turismo del futuro. Si tratta di una struttura ricettiva che coinvolge tutto il centro storico, con servizi dislocati in più edifici e che sfrutta gli immobili già esistenti. Una possibilità che accende la curiosità tra gli abitanti. «Secondo me è proprio quello che ci vuole per un paese come il nostro – dice il geometra Stefano Caturegli – Buti ha le potenzialità per attrarre flussi turistici, e non solo dalle zone circostanti. Con l’albergo diffuso ci possiamo aprire a mercati internazionali, richiamando i visitatori che vogliono godersi la vita di un borgo autentico e ben conservato. Ben vengano giornate come questa che valorizzano i tesori di Buti, ma non dobbiamo fermarci e insistere in questa direzione».
Particolarmente apprezzate le degustazioni di olio alla Villa Medicea. Un’occasione per riscoprire le bellezze di una struttura che ha tanto da offrire. «Sabato sera ci ho portato un amico tedesco e quando ha visto gli affreschi sulla volta delle soffitte è rimasto a bocca aperta. Abbiamo un grande patrimonio da offrire e spesso non ce ne rendiamo conto». In piazza Garibaldi spazio alla rievocazione degli antichi mestieri. Dalla mattina per le strade di Buti si sono rivisti falegnami, fabbricanti di ceste, sapone, castagne e cialde a volontà. «È stata davvero una bella iniziativa – dice Laura Frediani, casalinga – è sempre un piacere vedere il paese vivo e capace di offrire sempre qualcosa a chi viene da fuori». Per le cene del sabato sera ogni ristorante ha proposto un menù con prodotti del territorio e anche in questo caso la risposta ha soddisfatto i ristoratori. Un po’ meno per quanto riguarda il numero complessivo delle presenze. «L’iniziativa è buona – commenta Luca Doveri, del ristorante I Maggi – Buti dovrebbe diventare il paese dell’olio per eccellenza e puntare su questo prodotto e sul turismo per rilanciarsi. Comunque nel fine settimana mi aspettavo di vedere più persone in giro. Probabilmente l’evento non è stato pubblicizzato benissimo e credo che lo slittamento dell’appuntamento legato alla dieta mediterranea sia stato determinante in questo senso. Anche la concomitanza con la Mostra mercato del tartufo a San Miniato ci ha messo del suo».
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
