Il Tirreno

Pontedera

Stalking e violenze, quando le donne sono vittime in casa

Stalking e violenze, quando le donne sono vittime in casa

Una decina gli arresti eseguiti negli ultimi mesi in Valdera Le storie di chi riesce a chiedere aiuto alle forze dell’ordine

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PONTEDERA. I casi di violenze sulle donne, sono in crescita. Anche nella nostra zona. Gli episodi su susseguono, di settimana in settimana. A volte anche con ritmo quotidiano. Per questo serve una particolare attenzione a t quei fenomeni che potremmo definire premonitori, come i litigi che, se non altro per il volume delle urla, fanno intervenire le forze dell’ordine

In Valdera le violenze denunciate sono in aumento. «E necessitano di una seria azione preventiva – spiega Nicolò Stella, comandante della stazione dei carabinieri di Pontedera – Stiamo lavorando sulla formazione dei carabinieri per perfezionare la loro capacità di ascolto e intervento. È necessario che la vittima non si senta mai abbandonata. L'obiettivo è quello di capire con tempestività il carattere dei dissidi in ambito familiare, per essere pronti a cogliere le situazioni a rischio».

In quasi tutti i processi per violenza contro le donne si registrava il fatto che i carabinieri o la polizia, erano già intervenuti, chiamati dai vicini, per sedare violenti litigi. I rapporti molto conflittuali tra coniugi non passano inosservati, specie nei piccoli paesi. Nell'anno in corso i carabinieri di Pontedera hanno arrestato almeno dieci persone e notificati altrettanti provvedimenti di divieto di avvicinamento o allontanamento dalla casa coniugale. Ecco alcune storie.

La ballerina e il compagno geloso. La storia ha come protagonisti una ballerina straniera di un locale notturno di Pontedera e il fidanzato, un trentenne italiano. Dopo i primi tempi di pacifica convivenza alla prima crisi l'uomo ha trasformato la sua ossessiva gelosia in atti di violenza nel corso delle quali la donna era costretta a subire lesioni, ingiurie minacce e danneggiamenti trasformatisi poi in atti persecutori. L'intervento della speciale squadra a tutela delle categorie deboli ha permesso l'emissione da parte dell'autorità giudiziaria del provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna.

La ragazza sottratta alle botte del convivente. Una giovane ragazza italiana, residente a Pontedera col convivente marocchino dal quale aveva avuto un figlio, denuncia ai carabinieri maltrattamenti ad opera del marito. La donna su intervento dei militari e dei servizi sociali è stata portata in una apposita struttura protetta ove permane ancora. Il provvedimento a carico del marito marocchino è in via di emissione.

Quando la donna è straniera. Una giovane madre senegalese dopo avere denunciato ai Carabinieri i continui maltrattamenti da parte del marito connazionale è stata ospitata in una casa protetta. I figli vengono visti dal padre in colloqui ai quali, però, assistono sempre gli operatori dei servizi sociali. Un’altra donna senegalese, residente a Pontedera, dopo avere denunciato maltrattamenti da parte del marito è stata portata in una struttura protetta di Pisa.

Non è solo una questione geografica. La signora Carla (il nome è di fantasia) ha denunciato di subire maltrattamenti da parte del convivente. Entrambi originari della Puglia sono in Valdera per motivi di lavoro. La donna sotto la tutela dei Carabinieri in un primo momento è stata ospitata in una apposita struttura assistita, poi non appena organizzato il viaggio è rientrata nella sua famiglia di origine;

Quando la vittima è la mamma. Nei mesi scorsi Dario (anche questo è un nome di fantasia) un giovane di Pontedera è stato arrestato in flagranza a seguito dei reiterati e continui maltrattamenti alla madre e alla sorella: prima ha passato un periodo in carcere, poi è stato trasferito in una comunità per tossicodipendenti.

Lo spasimante della commessa. Una commessa di Santa Maria a Monte fin dal 2004 perseguitata da uno spasimante non corrisposto, alla fine s’è decisa e ha denunciato gli atti persecutori: temeva qualche reazione proprio il giorno del matrimonio. Per questo, non essendoci stato nei confronti del molestatore un provvedimento che ne riducesse le possibili reazioni, il giorno del matrimonio le forze dell’ordine hanno presidiato la chiesa, nel centro di Pontedera e il locale dov’è avvenuto il ricevimento.

Quando scattano le manette. In seguito ai maltrattamenti subiti dal fratello minore era eseguito un accertamento a S. Maria a Monte che fa scoprire un altro reato e quindi porta all’arresto di un operaio di 29 anni.

Stessa sorte anche per un 19enne di Lari: maltrattava la madre ma, durante i controlli a casa, vengono a galla altri reati e scatta l’arresto.

Le molestie sul posto di lavoro. Una dipendente dell'Usl 5 denuncia atti persecutori subiti da un collega. Una situazione che dura da tempo. Scattano diversi provvedimenti: il divieto di avvicinamento prima e a seguito dell'incapacità del soggetto di uniformarsi all'ordinanza, gli arresti domiciliari e un secondo divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna.

Costretta a prostituirsi. È la denuncia di una cittadina nigeriana ai carabinieri di Pontedera. Racconta di essere oggetto di sfruttamento della prostituzione da parte di un connazionale Lei viene portata in una struttura sicura. E qui, in tranquillità, riesce anche ad avere il permesso di soggiorno.

Anche nelle ultime ore si sono registrate storie di “ordinaria” violenza contro le donne a Navacchio di Cascina un marito a seguito d'ennesimo diverbio con la moglie viene lasciato fuori dall'abitazione, mentre il resto della famiglia si trincerava dentro. L'uomo prima dell'intervento dei carabinieri ha sfondato la porta e tentato di picchiare la moglie, per fortuna senza riuscirci proprio grazie al fatto che sono arrivati i carabinieri che sono riusciti a togliergli dalle mani il martello e un cacciavite utilizzati per forzare la porta. L’uomo è stato arrestato, perché la donna subiva maltrattamenti da oltre due anni. E questo avveniva anche in presenza dei due minori: un'aggravante, secondo il recente decreto.

Manette anche per due siciliani rispettivamente di 45 e 30 anni il primo di Bientina e l'altro di Ponsacco i quali a seguito dell'ennesimo litigio con le conviventi hanno provocato loro lesioni. Altri tre casi di atti persecutori si sono registrati lo scorso mese a Cascina, Ponsacco e Crespina: per tutti i casi il deferimento è stato a piede libero ma, per le donne è scattato il trasferimento in una casa protetta. Sequestrate le armi che i mariti tenevano regolarmente. «Non tutte le denunce – sottolinea il luogotenente Nicolò Stella – innescano un procedimento penale e un successivo processo. Ci siamo anche imbattuti in segnalazioni strumentali, presentate per condizionare ad esempio l'esito di una difficile separazione tra coniugi. E molti episodi di stalking non emergono, restano sepolti tra le mura domestiche, chi ne è vittima ha paura e spera in un progressivo affievolimento della persecuzione».

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