Attenzione
Wi-fi, il Comune ora corre ai ripari
Dopo i disservizi e le lamentele, si è deciso di eseguire le opportune modifiche. Niente più procedura di registrazione
SAN MINIATO. Il wi-fi di San Miniato prova a farsi più libero. Dopo i problemi, gli intoppi e le tante lamentele, l’amministrazione ha deciso di tagliare la testa al toro, eliminando una volta per tutte la procedura di registrazione che di fatto aveva reso un’impresa l’utilizzo del servizio. A dettare la linea è una delibera di giunta di pochi giorni fa, che grazie alle novità legislative in fatto di reti pubbliche wi-fi, prova a correre ai ripari dopo i primi mesi di difficoltà. Già da agosto, infatti, con la conversione in legge del cosiddetto “Decreto del Fare”, è stato abolito l’obbligo dell’identificazione personale degli utenti e della tracciabilità della navigazione. Novità adottata per la prima volta in Italia dal Comune di Firenze. A breve, quindi, anche nelle piazze di San Miniato, almeno in quelle già dotate degli appositi router, basterà trovare il segnale per poter navigare in rete, senza più bisogno della procedura di registrazione e autenticazione, che fino ad oggi era necessaria al primo utilizzo del servizio e che si era rivelata la grossa pecca di tutto il sistema. Il progetto della rete wi-fi nel centro storico, annunciato a luglio e finanziato con 30mila euro tra Comune e Fondazione Carismi, prevedeva la creazione di 9 aree hot-spot, di cui due interne (in biblioteca e in sala consiliare) e 7 all’esterno, con l’installazione di cosiddetti access point in ciascuna delle sette piazze di San Miniato. A differenza di quanto annunciato, tuttavia, tre delle sette piazze risultano ancora sprovviste del servizio: in piazza Duomo, dove «il ritardo – si legge nella delibera – è dovuto a motivi tecnici non preventivabili», in piazza XX Settembre, dove si attende la conclusione dei lavori di riqualificazione, e infine in piazza Eufemi, per la quale, «dopo vari tentativi andati vani», si è deciso di lasciar perdere trasferendo il servizio alla biblioteca di San Miniato Basso. Nella altre piazze, invece, dotate di access point e dell’apposita cartellonistica, a creare problemi è stata proprio la fase di registrazione. Al primo accesso, infatti, il sistema chiede di inserire nome, cognome, password e un numero di cellulare identificativo, per poi passare alla validazione, che permette di completare l’operazione inviando un sms o telefonando a un apposito numero. Un passaggio, tuttavia, divenuto per tanti un’attesa snervante, con il sistema che tendeva a bloccarsi, di continuo, impedendo il completamento dell’operazione e quindi la successiva navigazione. Con la nuova delibera, quindi, l’amministrazione incarica la società Maxami del Polo tecnologico di Navacchio, aggiudicataria del progetto, di provvedere alle opportune modifiche alla piattaforma software.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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