Il Tirreno

Pontedera

Fiumi tombati sotto i piedi L’incubo alluvione è costante

di Francesca Suggi
Fiumi tombati sotto i piedi L’incubo alluvione è costante

Saline, l’Unione Montana sottolinea l’eccezionalità della bomba d’acqua del mese scorso ma elenca le vere criticità della frazione: scuole, palestra e parcheggio là non dovevano essere fatti

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VOLTERRA. Difficile dormire sonni tranquilli sapendo di vivere con il costante incubo di nuove alluvioni. E, purtroppo, la questione delle manutenzioni e deli interventi ordinari resta importante, ma diventa marginale rispetto alla radice del problema. Che accomuna Saline con gli eventi alluvionali di Genova, della Sardegna: si tratta dei cosiddetti tombamenti di corsi d’acqua all’altezza dell’abitato di Saline. Sono due i restringimenti di corsi d’acqua effettuati per centinaia di metri, negli anni Settanta: interramenti che determinano fenomeni di rigurgito per l’impossibilità di sostenere ingenti portate di acqua in arrivo, provocando il repentino innalzamento del livello delle acque non smaltite. Spiegare gli effetti serve a poco: per gli abitanti della frazione basta rivivere quelle ore drammatiche del 24 ottobre. Nel mirino ci sono i notevoli restringimenti della sezione del botro dei Canonici, a seguito del tombamento costruito a monte con il botro di Santa Marta. A questo si aggiunge un ulteriore tombamento in corrispondenza dei ponti sulla ferrovia per la Salina e sulla regionale 439, in un’area ad elevata pericolosità idraulica, dove, ahinoi, sono state costruite strutture scolastiche e sportive ampiamente frequentate dalla popolazione, compresi parcheggi assai utilizzati. A fare il quadro della situazione è l’Unione Montana. Si risponde, punto per punto, alla nota inviata dal sindaco di Volterra, Marco Buselli, in cui si fa polemica contro mancate manutenzioni e progetti mai partiti. Il problema principale è un altro: sono quelle scelte urbanistico-edilizie azzardate rispetto alla situazione del territorio di Saline. «La soluzione vera non sono le briglie in muratura che avrebbero solo leggermente mitigato l’evento del 24 ottobre, bensì si dovrebbero togliere quei botri tombati, intervento non realistico a breve, che comporterebbe lo spostamento di scuole e altro: ma questa è l’unico modo per risolvere il problema», dicono dall’Unione Montana. Si fa riferimento al valore massimo di acqua smaltibile dal tombamento di Saline, pari a 11 metri cubi al secondo. «Non è niente davanti ad una bomba d’acqua: il ponte dove passa la regionale 439 il 24 ottobre è andato tremendamente in pressione. Il rischio è che possa essere portato via dalla violenza delle acque», continuano. L’Unione Montana elenca le opere portate avanti per mitigare il rischio idraulico, a partire dagli anni ’80. Si spiega il ruolo delle attività di bonifica svolte, precisando che il tributo di bonifica è finalizzato a manutenzioni sulle opere di regimazione già costruite e sui tratti di corsi d’acqua con ripuliture e risagomature, allo scopo di mantenere in efficienza il reticolo idraulico. «Nel caso specifico di Saline sono stati effettuati con regolarità, seguendo i programmi annuali approvati», chiude Giannoni.

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