Il Tirreno

Pontedera

Dal Sudan in Valdera il sorriso di Amir incanta tutta l’Italia

di Francesca Suggi
Dal Sudan in Valdera il sorriso di Amir incanta tutta l’Italia

La bimba fa tornare alla serenità la compagna disabile «Era fragile come me, ora siamo compagne del cuore»

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PONSACCO. “Tathak”. Vuol dire sorriso nella sua terra baciata dal sole africano. È quello che ha strappato all’Italia, la bambina sudanese Amir Marwa, rifugiata politica prima a Ponsacco e ora a Pontedera, premiata a livello nazionale all’interno del concorso “L’alunno più buono d’Italia”, proprio per la sua storia di bontà nata sui banchi di scuola della città del Mobile.

Arriva in Valdera 2 anni fa con la mamma per scappare dalla guerra civile scoppiata in Libia, senza sapere una parola d’italiano. Dieci anni, un paese da decifrare, il silenzio, i gesti e lo sguardo il solo alfabeto che conosce. Un “abc” innato che le permette di entrare in relazione con un’alunna disabile, autistica, della classe che grazie a lei comincia a uscire dal guscio dell’handicap. «Quando sono arrivata alle elementari Mascagni, ho visto che lei era fragile come me, che come me aveva bisogno di aiuto e ho provato a starle vicino», racconta la 12enne che oggi fa la prima media alla scuola Pacinotti di Pontedera. È al settimo cielo Amir Marwa: non si aspettava il premio che oggi la vede protagonista alle 11 alla cerimonia organizzata all’auditorium don Milani di Ponsacco. La storia di questa amicizia, nata (per ragioni differenti) dal silenzio e dalle difficoltà della diversità, viene dipanata in una lettera scritta dai suoi ex compagni e insegnanti della VA della scuola Mascagni, di Ponsacco. Una storia da libro Cuore con cui l’istituto comprensivo Niccolini di Ponsacco partecipa al concorso e strappa il premio “Sorriso” per Amir Marwa. «Ho cominciato ad accompagnare la mia amica in bagno, a farle le treccine, ad aiutarla in classe: quando si arrabbiava riuscivo a calmarla. Siamo diventate amiche del cuore», continua.

Il padre, una nonna e tanti zii sono ancora in Africa: le mancano. «Ma finché non finisce la guerra io là non voglio tornare: qui ho ritrovato allegria e spensieratezza». Adesso Amir Marwa parla bene l’italiano: è lei l’interprete personale della mamma. La sua bontà, il suo sorriso contagioso commuove l’Italia e la scuola primaria della città del Mobile.

«È una grande dimostrazione di cosa vuol dire veramente la parola integrazione», commenta con orgoglio la preside dell’istituto Niccolini di Ponsacco, Maura Biasci. Oggi alla 11 lei, insieme alla ex VA della Mascagni, sarà in prima fila alla premiazione della sua ex alunna. Ci saranno rappresentanti dell’attuale scuola media dove va la 12enne. «Marwa ha dimostrato una sensibilità fuori dal comune verso la nostra compagna autistica», scrivono gli ex compagni nella lettera. «Le si è avvicinata senza pregiudizio, con dolcezza si è occupata di lei, è riuscita a guadagnarsi il suo sorriso, anche qualche parola di affetto. Ha regalato alla classe una immagine nuova della bambina». Marwa diventa la figura portante per l’alunna. «Tanto che quest’ultima ha raggiunto obiettivi in ambito socio-affettivo qualche tempo prima impensabili, come la partecipazione alla gita scolastica».

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