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Belvedere Spa chiede 30mila euro a Wwf

Belvedere Spa chiede 30mila euro a Wwf

Dopo il terzo pronunciamento della giustizia amministrativa a suo favore sul ricorso promosso dal Wwf contro il progetto di ampliamento dell’impianto di smaltimento dei rifiuti

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PECCIOLI. Belvedere SpA dopo il terzo pronunciamento della giustizia amministrativa a suo favore sul ricorso promosso dal Wwf contro il progetto di ampliamento dell’impianto di smaltimento dei rifiuti del Comune di Peccioli, chiede allo stesso ente 30.000 euro come rimborso spese per incauta azione giudiziaria.

Come è noto sul progetto di ampliamento della discarica di Legoli, il Wwf aveva prodotto un ricorso al Tar, il quale si è pronunciato sulla sospensiva immediata dell'atto dando ragione a Belvedere SpA il 5 dicecembre 2012.«La società Belvedere è stata costretta a spendere soldi e investire tempo – spiega il presidente Renzo Macelloni – per un'azione giudiziaria chiaramente incauta e palesemente infondata da parte del Wwf e comitati locali. Chiediamo quindi al Wwf Toscana, in quanto promotore e sostenitore dell'azione legale, di essere rimborsati delle spese vive sostenute - considerando spese legali, costo del personale impegnato in questa vicenda, rimborsi spese per viaggi inerenti la causa - per complessivi 30mila euro».

Per una questione di «buon senso» Macelloni dice si evitare di «calcolare il danno d’immagine procurato a Belvedere Spa per tale avventata azione. Più volte, in questi due anni nei quali si è svolta la battaglia legale, ho avuto modo di sostenere quanto fosse scorretto utilizzare il ricorso alla giustizia per propaganda politica a proprio favore; non solo questo ma hanno anche insistito di fronte a evidenze clamorose».

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