Sicurezza
Ritoccate verso l’alto le aliquote dell’Imu
Santa Croce costretta ad una manovra correttiva. Riviste anche quelle per le abitazioni in locazione
SANTA CROCE SULL’ARNO. Il Comune di Santa Croce rivede verso l’alto le aliquote Imu, con un ritocco per immobili produttivi, commerciali e per le abitazioni concesse in locazione. È la misura correttiva che l’amministrazione porterà nel prossimo consiglio comunale di lunedì con l’obiettivo di chiudere il bilancio 2013 entro la scadenza del 30 novembre.
Una manovra che riguarda innanzitutto l’aliquota ordinaria, quella riferita a tutto ciò che esula dalla categoria della civile abitazione: quindi terreni, capannoni industriali e fondi a destinazione commerciale, per i quali l’aliquota sale dallo 0,9 all’1%. Ritocco anche per le abitazioni in locazione, che l’amministrazione aveva inizialmente fissato all’aliquota minima dello 0,4%, anche per favorire il mercato degli affitti. Con la manovra l’aliquota viene ritoccata di 6 centesimi: dallo 0,4 allo 0,46%, al pari di quanto già avveniva per le abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti fino al secondo grado. Restano invariate, invece, tutte le altre aliquote, a cominciare da quella sulla prima casa, ancorata alla soglia minima dello 0,4%, contro l’aliquota massima dell’1,06% per le case sfitte.
In base ai calcoli, il ritocco dell’Imu servirà a coprire un vuoto di circa 700mila euro: «In pratica – spiega il sindaco Osvaldo Ciaponi – tutto nasce dalla differenza tra il gettito totale Imu e la quota che ci viene restituita con il Fondo di solidarietà. A fronte di un gettito totale di 5 milioni e 701mila euro, il nostro Comune ha dovuto versare allo Stato, per il Fondo di solidarietà, 1 milione e 752mila; di questi, però, lo Stato ce ne ha restituiti 858mila. C’è quindi una differenza di circa 900mila euro, di cui 200mila coperti con altre voci di bilancio. La manovra serve quindi a portare in pareggio il preventivo 2013 in attesa delle nuove tasse che entreranno in vigore dal prossimo anno. Rimane il problema dell’assoluta incertezza con cui i Comuni sono costretti ad agire, che impedisce di fatto ogni possibilità di programmazione».
Nonostante gli aumenti, Santa Croce si conferma nel comprensorio il Comune con la mano meno “pesante” per i comodati gratuiti e soprattutto per gli affitti (rispetto ad esempio allo 0,96% di San Miniato). Comune, quest’ultimo, che invece si rivela più conveniente per gli immobili produttivi e commerciali (0,86 contro l’1% di Santa Croce).
Resta comunque salva l’aliquota sulla prima casa allo 0,4%, che la vicina Montopoli, invece, ha dovuto innalzare allo 0,52.
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