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Pontedera

Morti d’amianto, non si archivia

Morti d’amianto, non si archivia

Larderello, accolte le opposizioni per i due casi: le indagini vanno avanti

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POMARANCE. Nessuna archiviazione. Le indagini e gli approfondimenti per due casi di morti sospette di due lavoratori di Larderello, a causa dell’amianto vanno avanti. A deciderlo è il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Pisa, Guido Bufardeci. L’uno deceduto per asbestosi, l’altro di mesotelioma: la procura generale aveva chiesto di chiudere la questione ma non è così. A comunicarlo è l’Osservatorio nazionale sull’amianto – . «Entrambi i lavoratori sono stati esposti professionalmente a polveri e fibre di amianto, nell’ambito dell’utilizzazione del minerale nei vapordotti e nelle centrali di produzione di energia elettrica, e il secondo anche per esposizione con indumenti contaminati», fanno sapere. Nel primo caso il giudice per le indagini preliminari chiede il deposito della consulenza tecnica, e per il secondo caso di procedere con le indagini, accogliendo le richieste formulate dall’avvocato Ezio Bonanni, nel corso dell’udienza dello scorso 13 novembre.

Il legale che segue centinaia di casi in Alta Valdicecina richiama i dati epidemiologici, e mette in evidenza la necessità di uno scrutinio dei fatti anche in ordine alle ipotesi di reato di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, aggravata dalla verificazione degli infortuni e disastro cd. innominato doloso, aggravato dalla verificazione dell’evento disastroso, come già fatto dal Tribunale di Torino per il caso Eternit, e che ha portato il responsabile della multinazionale Eternit ad una condanna prima a sedici anni e poi in appello a diciotto anni di reclusione.

Il gup nel provvedimento del 20 di novembre rimette gli atti alla Procura generale perché compia le dovute indagini. Rimangono in istruttoria tutti gli altri casi, fermo restando che i lavoratori affetti da patologie asbesto correlate, e i familiari dei deceduti, si costituiranno parte civile ove fossero promossi dei procedimenti a carico dei responsabili, e hanno già costituito in mora i datori di lavoro, l’Enel e le società del suo gruppo, e ogni altro responsabile, per tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, subiti.

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