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Le donne di Touba a confronto con le associazioni in Valdera

Le donne di Touba a confronto con le associazioni in Valdera

PONTEDERA. «In Senegal, pensano che Pontedera sia la capitale d’Italia. Non un paesone, una città: un’intera regione». Lo dice, in wolof, NDeye Marieme Mbacke, presidentessa della associazione...

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PONTEDERA. «In Senegal, pensano che Pontedera sia la capitale d’Italia. Non un paesone, una città: un’intera regione». Lo dice, in wolof, NDeye Marieme Mbacke, presidentessa della associazione femminile per lo sviluppo di Touba, una citta tra le più popolose del Senegal. A tradurlo è Dia Papa Demba, ex consigliere degli stranieri in Comune a Pontedera, oggi punto di riferimento per la corposa comunità nordafricana. «Marieme è in Italia perché sta cercando partner per realizzare un sogno, una casa per tutte le associazioni femminili di Touba». Un luogo dove si formano le più giovani, si insegna loro a parlare francese o altri mestieri, tutto per far crescere l’autonomia delle donne senegalesi. Quel sogno è inserito in un progetto che vede tra i partner la Regione Toscana e anche l’Asl. «Quella che presiede Marieme – spiega Dia Papa Demba – è una cooperativa che si occupa di questioni sociali, economici e culturali. Un luogo dove l’obiettivo è quello di far crescere lo spazio per le donne».

In questi giorni di permanenza a Pontedera la presidentessa dell’associazione (che poi proseuità il suo viaggio in altri paesi dell’Europa), incontrerà le associazioni femminili della Valdera, per raccontare le esperienze e le esigenze della cooperativa che dirige a Touba. Ma soprattutto per scambiarsi opinioni e aprire un varco verso possibili aiuti. «Non importano grandi sostegni, a noi basta anche un solo mattone per volta», conclude Marieme.

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