Il Tirreno

Pontedera

Piaggio, sotto l’albero una settimana in più di fermo delle linee

di Manolo Morandini
Piaggio, sotto l’albero una settimana in più di fermo delle linee

Pontedera, vertice interlocutorio tra sindacati e azienda Nessun problema strutturale ma i mercati non tirano

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PONTEDERA. Da una parte la richiesta di chiarezza. Di dati più puntuali. E dall’altra le cifre snocciolati dai vertici Piaggio. Il tutto a fronte di un mercato delle due ruote e dei veicoli commerciali leggeri in affanno, in Italia come in Europa. Sta in questo perimetro di numeri il tavolo che si è tenuto ieri a Pisa, nella sede dell’Unione industriali, tra la direzione della Casa della Vespa e la delegazione dei sindacati metalmeccanici. E l’appuntamento che viene rinnovato al 29 novembre.

I numeri sul tavolo delineano un rallentamento delle produzioni, ma non un problema strutturale per il sito di Pontedera. L’ultimo giorno in fabbrica quest’anno sarà venerdì 29 novembre per il grosso degli addetti alla produzione e gli impiegati. Poi tutti a casa con rientro in due fasi: metà degli addetti il 20 gennaio e gli altri dal successivo lunedì 27. Ed è un calendario che non registra significativi scostamenti rispetto allo stop del 2012.

Nel bilancio il ricorso al contratto di solidarietà, siglato per un anno a metà dello scorso febbraio, per gli impiegati è stato del 10% del monte ore autorizzate mentre per gli addetti della 3-4 Ruote sale al 40%. Il ricorso agli ammortizzatori sociali alla 2 Ruote si mantiene in linea con il dato del 2012 mentre a pagare il prezzo più alto del rallentamento della produzione sono le Meccaniche: dall’inizio dell’anno sono 8 le settimane di cassa integrazione ordinaria per tutti gli addetti e 7 quelle che hanno interessato solo una parte del personale.

Sul fronte degli investimenti quest’anno l’azienda ha destinato 46 milioni di euro alla voce prodotti e altri 14 milioni per migliorare e implementare i processi produttivi. Nel 2014 si annunciano 55 milioni di euro: 40 per il prodotto, 10 sul processo produttivo e 5 per la struttura informatica. «Queste macro cifre possono dire tutto e il suo l’esatto contrario – afferma il segretario provinciale Fim Claudio Garzotto –. Abbiamo richiesto di scendere nel dettaglio».

Sulla richiesta di approfondimenti sono tutti d’accordo. restano le divisioni sulla gestione di una fabbrica “spaccata in due” sul piano del salario, con dipendenti in contratto di solidarietà e altri che nei periodi di rallentamento vengono collocati in cassa integrazione ordinaria. «Vogliamo garantire un salario uguale a tutti – dice il segretario provinciale Uilm Marcello Casati –. Abbiamo fatto presente che il mandato dei lavoratori per allargare il contratto di solidarietà e che siamo pronti a firmare».

Per tutti i sindacati alle Meccaniche c’è una questione aperta «i motori che anche in una fase di difficoltà continuano ad arrivare dall’Asia». Nessuna decisione, anche su come gestire il periodo di fermata produttiva che si estende con sfumature diverse da dicembre a quasi tutti gennaio. «Si è trattato di un’incontro interlocutorio – sostiene il segretari provinciale della Fiom Marcello Franchi –, che per molti aspetti è stato la fotocopia di quello avuto con il presidente Colaninno il mese scorso. Perciò abbiamo richiesto ulteriori dettagli, anche per poter fare una valutazione sul ricorso agli ammortizzatori sociali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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