Sicurezza
Macrolotto, davanti al Tar la querelle sugli espropri
Santa Croce, si rivolgono ai giudici amministrativi i contoterzisti Assa Giannotti: «Se perdiamo siamo pronti a ricorrere al Consiglio di Stato»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Ancora una tappa. I contoterzisti portano la querelle sul Macrolotto di Santa Croce sull’Arno nelle aule della giustizia amministrativa. Si tiene oggi la discussione al Tar di Firenze, a cui chiedono di pronunciarsi sul riparto degli oneri aggiuntivi derivanti dalle sentenze sugli espropri dei terreni. In ballo c’è un conto da 1,2 milioni di euro da saldare, che rischia di mettere in seria difficoltà le 23 aziende insediate del Macrolotto, che tra titolari d’impresa e dipendenti danno lavoro a oltre 300 persone.
Una tappa e una certezza. «Se perdiamo siamo pronti a ricorrere al Consiglio di Stato», afferma Rossella Giannotti, presidente Assa. Che aggiunge: «Non siamo di fronte a imprenditori che non vogliono pagare. Stiamo chiedendo solo che i patti definiti con Consorzio Programma 1 e l’amministrazione comunale vengano rispettati».
Riavvolgiamo il nastro. Gli importi liquidati a suo tempo ai proprietari dei terreni sono stati giudicati non congrui dal tribunale di Firenze. Ma i pronunciamenti sono due, uno per stralcio del Pip. Il primo ha riguardato l’area occupata dalle concerie, nel 2005. Poi, è cambiata la normativa di riferimento. I criteri per la determinazione degli importi si sono avvicinati ai prezzi di mercato. Ed è arrivato il conto “salato” per l’area occupata dai contoterzi.
L’Assa rivendica l’accordo verbale raggiunto con il Comune e il Consorzio Programma 1 per ripartire unitariamente su tutta l’area industriale gli eventuali ulteriori costi che in futuro potessero derivare al Comune da sentenze, in merito ai possibili ricorsi dei proprietari terrieri. La questione è anche al centro di una causa civile al Tribunale di Pisa, con sentenza di primo grado che è attesa per la primavera del 2014. «Il sindaco di allora Maurizio Signorini ha testimoniato l’esistenza di quell’accordo verbale. E che non venne formalizzato per i tempi stretti con cui vennero fatti i lavori per consentire alle aziende del Macrolotto di beneficiare di contributi regionali che altrimenti avrebbero perso», ricorda Giannotti.
Al di là della querelle in sede civile sulla validità dell’accordo al Tar, l’Assa - che nel frattempo si è vista mettere sotto sequestro conservativo i suoi beni mobili e immobili dal tribunale su richiesta del Comune di Santa Croce sull’Arno –, chiede di chiarire qual è il giusto criterio di ripartizione dei maggiori costi d’esproprio. L’Associazione propone la ripartizione tra tutti gli assegnatari dei lotti del Pip nel suo complesso a prescindere dagli stralci con cui è stato realizzato.
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