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Pontedera

Si aprono le prime crepe nel comitato per Renzi

di Giacomo Pelfer
Si aprono le prime crepe nel comitato per Renzi

Santa Croce sull’Arno: Marco Baldacci molla e rassegna le dimissioni «Quello di Tancredi è un percorso troppo personale, pericoloso per le elezioni»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Sceglie di farsi da parte il segretario del Comitato Renzi di Santa Croce. Allontanatosi già da alcune settimane, Marco Baldacci ha ufficializzato le dimissioni dal gruppo, proprio all’indomani della notizia che dava il sostegno del comitato alla candidatura di Patrik Tancredi in vista delle primarie. Un linea, quella di Tancredi, espressa a chiare lettere ormai da mesi, con la richiesta forte di un passaggio attraverso le primarie per la scelta del candidato sindaco, e la dichiarata volontà di partecipare alla corsa. Una linea che è stata ampiamente applaudita nell’assemblea post-congressuale del Comitato Renzi, che sarebbe pronto, quindi, a sostenere l’attuale consigliere comunale. Non manca, tuttavia, una parte minoritaria che non ha gradito l’investitura di Tancredi, soprattutto per le modalità e per i tempi, giudicati prematuri, anche in vista del congresso nazionale dell’8 dicembre. Ed è su questi punti che lo stesso Baldacci argomenta la scelta delle dimissioni, parlando di un comitato che «ha preso posizioni ben diverse da quelle di Renzi stesso». «Non ho condiviso il percorso – spiega – perché sono convinto che il passaggio delle primarie dovesse nascere da una discussione interna al partito nel caso ci fossero stati più candidati. La posizione di Tancredi mi è sembrata un modo per anticipare questioni che andavano affrontate più serenamente: un percorso troppo personale che rischia di essere pericoloso per le elezioni».

In tanti, tuttavia, sostengono che le dimissioni di Baldacci, in realtà, abbiano altre ragioni. Alcune voci, addirittura, ipotizzano un collegamento con la possibile lista civica che l’architetto Paolo Giannoni sarebbe pronto a presentare, anche alla luce dell’amicizia tra i due architetti. «Un’ipotesi da escludere nella maniera più assoluta – dice Baldacci –. Anzi, spero piuttosto che non ci siano altre situazioni nel Pd che hanno a che fare con eventuali liste civiche». Critiche, quelle di Baldacci, che il coordinatore del Comitato Renzi Andrea Masula definisce «discutibili e poco convincenti». «Essere renziani – dice – significa soprattutto impegnarsi a partecipare agli incontri, ed esprimere senza timore e con chiarezza il proprio punto di vista o il proprio dissenso. Noi siamo aperti al contributo di tutti e saremo ben felici di recepire il punto di vista di Marco come quello di tanti altri. Ovviamente, se dietro a questa scelta ci fosse l’idea di abbracciare un altro progetto politico, non potremmo che prenderne atto e fargli i nostri migliori auguri». Lo stesso Tancredi, in merito all’eventuale fronda contraria alla sua candidatura, apre le porte al dissenso, «purché – dice – sia un dissenso costruttivo». «In tutta onestà – spiega – io non amo l’unanimità forzata, starà a me guadagnarmi l’appoggio delle persone con la chiarezza delle idee e dei programmi. Il congresso ha preso atto della mia candidatura accogliendola con entusiasmo. Tuttavia, se c’è il dissenso interno di una minoranza mi aspetto che questa si esprima con un nome alternativo. È giusto che sia così».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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