Sicurezza
Dalle cave escono i tartufi il test di due cercatori
San Miniato, la ricerca nella Valle del Chiecina dove si prevedono 3 siti estrattivi Moroni «Ci sono pochi dubbi sul fatto che si tratti di una zona vocata»
SAN MINIATO. Il profumo è intenso. E c’è anche la concretezza dei tuberi a dire quello che ancora sulle carte non c’è. I tartufi nella Valle del Chiecina ci sono da sempre. Al di là dello studio affidato al dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Pisa per uno studio “sistematico e terzo” che dovrà accertare la vocazione di questa terra a metà tra San Miniato e Palaia. Lo dice la prova sul campo di due cercatori da sempre schierati col fronte del comitato “No cave”, l’aretino Moreno Moroni, ex presidente regionale dell’Unione tartufai, e la collega sanminiatese Angelica Nardi. In ballo c’è il progetto della Provincia di Pisa e del Comune di Palaia di realizzare tre siti di cava di sabbia e ghiaia, per un milione di metri cubi. Il tutto per adesso è congelato, in attesa dei riscontri dei ricercatori universitari che permetteranno di aggiornare le carte e per questa via gli strumenti urbanistici ed eventualmente stralciare tutte o alcune delle previsioni di cava.
«Ci sono pochi dubbi sul fatto che si tratti di una zona vocata e di produzione del tartufo». Moroni è netto e va subito al punto, anche sulla scorta di un’esperienza sul campo trentennale. Armato di vanghella e con il suo fedele cane ha ispezionato le zone interessate dai progetti di cava guidato dalla collega Nardi. «Questa non è una delle annate migliori per la raccolta – spiega –. Uno studio che vuole escludere o includere delle zone in quelle vocate dovrebbe estendersi su almeno cinque anni perché i fattori climatici possono anche far saltare un anno di produzione ma ciò non significa che l’area non sia vocata. Quest’anno è piovuto troppo ma qualcosa si riesce a trovare».
Moroni fino a gennaio è stato al vertice dell’Unione regionale delle associazioni dei tartufai della Toscana. «In Regione sono stati fatti una serie di incontri per aggiornare la normativa a tutela del tartufo e delle aree di produzione, ma poi tutto si è fermato. Abbiamo anche avanzato delle proposte».
Nel frattempo, è delle scorse settimane la firma della convenzione tra Università di Pisa e Comune di Palaia che dà ufficialmente il via allo studio sulla Valle del Chiecina. I tecnici procederanno con rilievi, campionature, analisi di laboratorio e strumentali sul campo. L’impegno lo aveva preso l’amministrazione comunale di Palaia, di concerto con la Provincia, a luglio dello scorso anno. Le attese sono di avere i primi risultati entro la primavera del 2014. Sulla base dei risultati verranno prese le decisioni su quei tre siti di cava e sarà aggiornata la cartografia delle aree tartufigene. Il tutto con un fronte del “no” che resta vigile. Tra le fila non solo cittadini ma anche personalità del calibro dei fratelli registi Paolo e Vittorio Taviani, il Nobel Dario Fo. MA anche il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e il consigliere regionale Paolo Tognocchi.
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