Il Tirreno

Pontedera

Mensa potenziata per i nuovi poveri

Mensa potenziata per i nuovi poveri

Inaugurato il nuovo banco alimentare grazie ai contributi dei Lions e della Cari San Miniato

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PONTEDERA. Hanno perso il lavoro, non hanno un posto dove dormire e non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Chiedono da mangiare perché a tavola il piatto piange. Bussano alla mensa della Misericordia e si assicurano almeno un pasto al giorno. Sono stranieri ma anche tanti abitanti della Valdera, con una fascia d’età che oscilla tra i 30 e i 55 anni. La marea silenziosa dei nuovi poveri cresce. La fotografia scattata dall’associazione di volontariato racconta una situazione che le maglie della solidarietà faticano ad arginare. «Anche se – dice il governatore Aldo Silvi – grazie all’aiuto dei Lions club di Pontedera e della Valdera e della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato abbiamo avviato un percorso che ci consente di migliorare e incrementare la distribuzione dei pasti della mensa».

Sabato mattina è stato inaugurato il nuovo banco alimentare donato dai due Lions club della zona, che permetterà di cambiare il sistema di sporzionamento. «Non ci saranno più – spiega Pier Luigi Gotti – porzioni preconfezionate ma avremo la possibilità di servire il primo e il secondo in base alle reali esigenze. Questo ci consentirà di economizzare le quantità, di avere più cibo e di garantire la temperatura delle pietanze».

Settemila euro messi a disposizione dai Lions che si andranno ad aggiungere al contributo di 5mila euro garantito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, utilizzato per riqualificare il riscaldamento. «Il nostro aiuto – spiegano all’unisono i presidenti dei Lions, Alberto Cioni e Lorenzo Falaschi – è un modo per dimostrare quanto ci stiano a cuore le esigenze del territorio, soprattutto in momenti di crisi come questi».

Momenti in cui l’onda lunga delle difficoltà attanaglia e tocca la quotidianità. Ogni giorno passano nei locali della mensa, in attesa del pranzo gratuito, dalle 20 alle 23 persone. In totale già 5.963 pasti distribuiti dall’inizio del 2013. C’è Vincenzo che arriva e si siede al tavolo centrale. Faceva il camionista ma non ha più un’occupazione né una casa. Non può mantenere i suoi figli, di 9 e di 5 anni. Davanti a lui, due signori. Poco più in là una coppia, al tavolo vicino una donna bionda sulla cinquantina. Sono le 11,30. Fra pochi minuti la mensa si riempirà. E mentre i volontari si preparano ad entrare in servizio un piccolo passo per uscire dal tunnel dell’emergenza è stato compiuto.

«La Chiesa benedice – dice il proposto del Duomo, don Piero Dini – questo spirito collaborativo e le associazioni che si stanno impegnando nella lotta contro la povertà. Tutti però dobbiamo responsabilizzarci, non delegare».

Il nuovo banco alimentare splende all’ingresso della mensa ma il muro delle necessità è duro da rompere. «Questa è una grande opportunità – conclude l’assessore al sociale Matteo Franconi – ma il nostro obiettivo è quello di creare una rete fa il mondo dell’associazionismo e l’amministrazione per rispondere all’appello di chi ha bisogno».

Paola Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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