Il Tirreno

Pontedera

Perquisizioni contro gli atti di bullismo a scuola e in gita

MONTOPOLI VALDARNO. Di “Bullismo e social network” si è parlato durante l’incontro promosso dal consultorio familiare diocesano di San Miniato in collaborazione con l’Aise nella sala convegni del...

2 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI VALDARNO. Di “Bullismo e social network” si è parlato durante l’incontro promosso dal consultorio familiare diocesano di San Miniato in collaborazione con l’Aise nella sala convegni del convento francescano di San Romano. Assunta Baggiani, formatrice dell’Aise, e Bruno Gaspari, sovrintendente della polizia postale di Pisa, sono stati i relatori dell’incontro servito a mettere a fuoco - un’iniziativa da ripetere nelle scuole sia per gli alunni che per gli adulti - spunti di riflessione sul bullismo e sulle inevitabili legami (questo dice la statistica) degli atti di violenza con i social network di cui già i ragazzini di 10 anni hanno una certa padronanza. Molestie, offese, atti di persecuzione più in generale, che vengono commessi da uno o più bulli grazie anche alla compiacenza degli amici, diventano ancora più insidiosi e pervasivi quando entrano nel mondo di internet. Così se l’insegnante Assunta Baggiani ha tratteggiato l’identikit del bullo o delle bulle, spiegando le dinamiche che scattano quasi sempre in presenza di atti di prevaricazione - «il bullo ha bisogno del pubblico, oltre che di collaboratori attivi» - Bruno Gaspari della polizia postale di Pisa ha fatto riferimento a episodi concreti, indagini svolte contro la pedofilia on line e la pedopornofrafia, per ribadire a insegnanti e genitori l’importanza di un uso consapevole della “rete”. Così come è stato ripetuto l’invito a non lasciare i bambini da soli davanti ad un computer.

Un caso di cyberbullismo è quello avvenuto l’anno scorso a Santa Croce sull’Arno per cui ora sono indagati 4 minorenni e in concorso con loro anche l’insegnante di inglese che li ha accompagnati per una vacanza-studio in Inghilterra. Vacanza diventata un incubo per uno dei ragazzini partiti per la gita che è stato vessato in vario modo. I filmati degli atti di bullismo sono poi finiti su You Tube. La famiglia prima di denunciare si è rivolta alla scuola che però non ha mosso un dito. Anzi, l’insegnante avrebbe cercato di proteggere uno dei ragazzi che è suo parente. Nei giorni scorsi sono state effettuate le perquisizioni a casa dei cinque indagati. La polizia postale ha recuperato altri video con ragazzini presi di mira. Le indagini vanno dunque avanti e gli studenti potrebbero rischiare altre denunce.(s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web