Finanza
Orsi passa al contrattacco e chiede risarcimenti
Il manager assolto accusa di linciaggio il sindaco. «Dopo la sentenza Buselli, Moschi e Simoncini saranno chiamati a rispondere in sede civile»
VOLTERRA. Il day after comincia con un sospiro di sollievo. E continua con uno sguardo al passato e a quel marasma giudiziario e politico che lo travolge dal 2010: Emanuele Orsi, il “falso manager” assolto con sentenza di primo grado dalle accuse più gravi di truffa aggravata ai danni dello Stato e di peculato e condannato dal giudice per false dichiarazioni sulle qualità proprie e altrui (derubricando il reato di falso ideologico del privato in atto pubblico), passa al contrattacco. Nel mirino ci sono quelle persone a cui, secondo lui, deve il coinvolgimento in quel lungo processo penale finito l’altro ieri.
«Alla lettura delle motivazioni e alla luce dei fatti chiederò conto il dovuto ai privati cittadini Marco Buselli, Paolo Moschi e Gabriele Simoncini». Si prepara ad una richiesta risarcitoria l’ex presidente del S. Chiara ed ex amministratore dell’Asv nei confronti del sindaco di Volterra, dell’assessore ai lavori pubblici e del prof che materialmente lo ha introdotto nella giunta durante la campagna elettorale del 2009.
«Il primo ottobre 2010 si è consumato nel consiglio comunale di Volterra un processo sommario nei miei confronti, in mia assenza, senza contradditorio, senza lasciare spazio al minimo dubbio: il culmine di un linciaggio pubblico scatenato dal sindaco per coprire le sue colpe e mantenere il posto», premette Orsi. «In quella serata buia per le istituzioni volterrane, si è sostenuto il falso, Orsi aveva truffato e fatto danni terribili, andava rimosso, ed il Comune si è costituito parte civile per richiedere danni morali e materiali al delinquente del Nord».
Il 39enne ricorda che le opposizioni Pd e Rifondazione si astennero durante la votazione, «ma non hanno potuto evitare la denuncia e la costituzione di parte civile del Comune». La matassa si srotola: «Quella sera nel disprezzo delle elementari regole di democrazia si è condannato una persona e si è eseguita la sentenza, senza aspettare la fine delle indagini». Passano 3 anni. «Dopo essermi sottoposto ad un lungo processo penale, il tribunale mi ha assolto per i reati ascritti, ed ha respinto tutte le richieste del Comune, compreso il pagamento delle spese legali richieste dall'avvocato Altavilla». Orsi parla di «una Caporetto legale per il Comune, uno spreco di denaro pubblico per perseguitare un innocente, perché i fatti documentali hanno smentito la versione del Comune: lo stesso Buselli durante il dibattimento ha rivoltato quel che aveva detto al consiglio dell' ottobre del 2010». Il motivo? Orsi ha una sua idea: «La denuncia di Buselli nei miei confronti serviva per proteggersi, attraverso un avvocato pagato dai cittadini di Volterra». L’ex presidente, incarico fiduciario attribuitogli da Buselli (era anche consigliere politico dell’assessore Moschi), lancia un appello alle opposizioni: «Il 15 novembre è stata emessa la sentenza: in attesa delle motivazioni che inchioderanno alle sue responsabilità il sindaco, chiedo alle forze di opposizione un chiarimento politico del comportamento del sindaco, sulla base dei documenti processuali». Il riferimento va soprattutto a Progetto Originario, «che la sera del primo ottobre 2010 era ancora in maggioranza, con Buselli hanno votato la costituzione in giudizio su argomentazioni false del sindaco». E ancora: «La politica non può far finta di nulla sul comportamento di un sindaco che ha esposto il Comune ad un possibile danno economico e di immagine di queste proporzioni: gli amanti della trasparenza non si possono sottrarre a questo chiarimento, anche per far luce sull'operato del sindaco».
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