Maleodoranze in crescita duecento esposti all’Arpat
Castelfranco di Sotto, tutti gli episodi segnalati si riferiscono a ottobre All’amministrazione comunale i 5 Stelle chiedono un consiglio aperto
CASTELFRANCO DI SOTTO. In tanti li respirano, loro malgrado. Costretti a convivere con quei cattivi odori che “bussano” alle finestre delle loro case. Siamo nella zona a nord di Castelfranco di Sotto, dove la periferia cede il passo alla campagna. E qui spesso soffiano venti carichi di miasmi. A certificarlo sono i 209 nasi di altrettanti cittadini che hanno scelto di metterci la faccia e di inviare ciascuno un esposto ad Arpat e per conoscenza al Comune di Castelfranco di Sotto. Il tutto raccolto in un maxi fascicolo, con il supporto del Movimento 5 Stelle, che da ieri mattina è sul tavolo dell’ufficio Protocollo del Comune.
L’iniziativa prende le mosse da un gruppo di residenti nella zona investita dai cattivi odori. Bussano alla porta dei 5 Stelle e con il loro supporto mettono a punto gli strumenti per una segnalazione a più voci. Tre le settimane di lavoro, con un’attività porta a porta per chiedere agli abitanti di dare una veste ufficiale alle proprie lamentele.
«A ottobre a Castelfranco di Sotto si sono verificati gli ennesimi episodi di maleodoranze con una intensità e una frequenza tali da superare tanti fenomeni simili accaduti in precedenza – affermano i grillini –. La zona più colpita è stata quella nord, nord-est fino a Montefalcone. In particolare alle sera e anche nei fine settimana». Che aggiungono: «Molti non denunciavano i fenomeni dei cattivi odori perché non conoscono i canali per rivolgersi alle autorità competenti o per sfiducia verso queste. Abbiamo quindi deciso insieme a loro, nel classico stile del Movimento, di buttare giù non solo un esposto di segnalazione ma anche un paio di domande che ci permettessero di capire sia noi che ai destinatari qualcosa in più».
E dalle risposte emerge che per i più è la prima volta che fanno un esposto all’Arpat. E che quei cattivi odori non sono un fenomeno saltuario ma frequente. Inoltre, chi già in passato si è rivolto all’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente evidenzia che non è rimasto soddisfatto.
Nell’esposto si chiede ad Arpat di “porre in essere tutte le verifiche e gli accertamenti doverosi, nei tempi più brevi possibile”. E che una volta accertate le cause “intervenga in maniera che ciò non debba più ripetersi”. Nel testo c’è anche una richiesta all’amministrazione comunale e in particolare al vicesindaco Gabriele Toti, “quale garante della salute dei cittadini di vigilare e mettere anch’egli in pratica tutto ciò che è nelle sue facoltà”. Anche dai 5 Stelle arriva una richiesta al vicesindaco: «Un consiglio comunale aperto per discutere pubblicamente di questo preoccupante fenomeno che minaccia la salute pubblica».
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