Il dolore
Fusione dei Comuni le proposte dei sindaci uscenti
CRESPINA. L’impegno del Ministero degli Interni c’è. A garantire la volontà di recepire i suggerimenti migliorativi dei sindaci Pd rispetto alle fusioni dei Comuni toscani è il sottosegretario...
CRESPINA. L’impegno del Ministero degli Interni c’è. A garantire la volontà di recepire i suggerimenti migliorativi dei sindaci Pd rispetto alle fusioni dei Comuni toscani è il sottosegretario Gianpiero Bocci. Contributi garantiti a partire dal prossimo gennaio e non un anno dopo, esenzione dal Patto di stabilità da estendere ad almeno 5 anni e permettere ai primi cittadini uscenti di coadiuvare il commissario prefettizio che guiderà i Comuni unici a partire da anno nuovo fino all’insediamento della giunta: questi i temi caldi trattati durante l’incontro a Roma. Soddisfatti i primi cittadini di Lari, Mirko Terreni e di Crespina, Thomas D’Addona tra i presenti al faccia a faccia.
«Il sottosegretario non solo ci ha ascoltato per quasi due ore, ma si è impegnato a recepire i nostri input: chiaramente abbiamo sottolineato che i cittadini che hanno votato la fusione, si aspettano un Comune con più soldi e migliorato, se i tempi si allungano anche solo di un anno, in politica, è un’enormità e i cittadini cominceranno a non credere più negli impegni presi da noi sindaci rispetto ai vantaggi della fusione», dice D’Addona che col referendum di ottobre sceglie di convolare a nozze istituzionali e geografiche con il vicino borgo di Lorenzana. È lui a scendere nei dettagli dell’udienza capitolina. «Abbiamo fatto presente che lasciare un Comune senza guida per sei mesi e senza soldi fino al 2015 non è un bello scenario», premette. «Avere la garanzia dei contributi che ci spettano a partire dal gennaio prossimo permette alla giunta che si insedierà a maggio di poter subito cominciare a lavorare con serenità, mantenendo le promesse fatte alla popolazione sin da subito», dice la sua rispetto alla pioggia di risorse predisposte dalla legge per le amministrazioni che hanno optato per la fusione.
Rispetto all’esenzione dal patto di stabilità prevista dalla normativa per tre anni, i sindaci suggeriscono di allungare i tempi. «Estenderla almeno fino a cinque anni permetterà alla nuova amministrazione di poter spendere tutti quei soldi, cosa che con soli tre anni diventa difficile», continua D’Addona. Altra richiesta, considerata fondamentale da parte dei primi cittadini toscani, è quella di fare in modo che i sindaci uscenti possano coadiuvare il commissario prefettizio che arriverà a gennaio, a guidare il Comune nei sei mesi di “vuoto istituzionale”.
«La legge sulle fusioni parla chiaramente di commissariamento – spiega ancora Thomas D’Addona – ma in questo modo il commissario resterebbe l’autorità monocratica, quindi non ci sarebbe alcun problema istituzionale. Questa indicazione che dal Ministero dovrebbe arrivare ai singoli prefetti permetterebbe chiaramente un percorso e una guida più puntuale verso le nuove elezioni». Si tratta di una disposizione che, per sua iniziativa, la Regione Emilia Romagna ha pure inserito nella legge sulle fusioni.
«Per quanto mi riguarda – va avanti il sindaco di Crespina – io e il mio collega di Lorenzana, Gianluca Catarzi, abbiamo già messo in conto di andare a casa: sicuramente questo ruolo di coadiuvatori farebbe solo bene a tutto il percorso, per ovvie ragioni». L’incontro soddisfa i presenti. «Ho sottolineato in modo esplicito che andare in questa direzione sarebbe ragionevole e opportuno», prosegue D’Addona. E chiude: «Da parte del ministero degli Interni adesso si tratta solo di scegliere con quale canale istituzionale procedere, probabilmente se le nostre richieste saranno accolte, si faranno alcuni emendamenti alla legge».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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