Sicurezza
«Sull’autodromo Cascina si farà sentire»
Il sindaco Antonelli assicura i cittadini che protestano: nella conferenza dei servizi ci imporremo
CASCINA. Le tappe che l'impianto Giovannil Agnelli dovrà percorrere si assottigliano. Il progetto autodromo di Pardossi, infatti, ha tastato il terreno della commissione consiliare del Comune di Cascina. Ieri c'erano tutti. Dai cittadini contrari di Pardossi e Latignano ai favorevoli, arrivati con tanto di striscioni.
«Ora togliete i cartelli a favore dell'autodromo. Questa è una riunione istituzionale, e le bandiere di parte non sono ammesse. La questione autodromo è un problema complesso che non ha un'uniformità di visione», ha esortato il vicesindaco, Giorgio Catelani in apertura.
La commissione doveva raccogliere i pareri in merito al procedimento per modificare la classificazione acustica. Cioè per portarla da 3 a 4. Già, perché Pontedera ha la portato la propria fino a 5. L'iter lo ha spiegato l'architetto del Comune di Cascina Sabrina Testi «La prima revisione del piano acustico arrivò nel 2006, e adesso siamo alla seconda. Si tratta di adeguare la suddivisione acustica del territorio, di concerto con Arpat». In sostanza, come hanno evidenziato Paolo Gallo, dell'Arpat, e Laura Pioli, della Provincia, si è creata una zona-cuscinetto di 100 metri a livello acustico 4 in zona cascinese. «È una fascia assolutamente risibile, una pennellata», ha detto il geometra Giovanni Orsini. «Posso dire che l'autodromo è un importante banco di prova per i progetti e i materiali che si testano sul territorio», ha spiegato Sauro Farnocchia, ex campione di Rally e imprenditore nel settore auto. «Il futuro è l'ibrido, e si possono creare sinergie virtuose con università, Sant'Anna e industrie della zona». Gli ha risposto Luigi Barsotti, cittadino di Pardossi. «Dov'è finita la viabilità? Dal poco siamo passati al nulla? Che fine hanno fatto le richieste di Cascina? E l'assemblea pubblica che Antonelli aveva promesso agli abitanti di Pardossi? L'unica cosa che abbiamo per certo è la discarica che puzza e che già negli anni '90 si era detto che sarebbe chiusa», ha detto. Dopo di lui, Samuele Orsini e l'ex preside Mannina. Sul banco dei favorevoli hanno sfilato anche Alfredo Medici, numero uno di Pluris (il proponente) e Irene Paumgardhen. «Io sono malata di tumore, e l'autodromo è l'occasione per fare del bene a me e a tutta la collettività, ha una valenza sociale», ha detto la Paumgardhen. Mentre Medici ha rivendicato la trasparenza di tutta l'operazione. «Abbiamo avuto la pazienza di aspettare cinque anni, e andremo avanti confrontandoci con chi lo vorrà, e fornendo sempre tutta la documentazione disponibile». Quello che è emerso dai banchi del consiglio cascinese è stata invece l'insofferenza verso le ultime prese di posizione pontederesi. «Respingo al mittente i diktat del sindaco di Pontedera, Simone Millozzi. È chiaro che ci sarà un aggravio della situazione per gli abitanti della zona», ha detto il consigliere Donati (Comunisti Italiani). Mentre Biasci (Idv) si è domandato dove siano finiti i terrapieni di mitigazione del rumore e le altre contropartite per gli abitati cascinesi, così come ha fatto la Ceccardi (Lega Nord). «La Provincia non avrebbe deciso nulla prendendo posizione contro i cittadini in merito alla zonizzazione acustica: mi si porti un esempio che dice il contrario». Una posizione intermedia è stata invece adottata dal consigliere Cappelli (Pdl). «Noi possiamo anche dire di no, ma tanto - come ci dice la Provincia - saremmo poi obbligati. Io posso votare anche in modo contrario, ma tanto non servirebbe». Ha chiuso il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli «Questo non è il fischio finale. Da domani cominceranno le conferenza dei servizi e ci saremo a imporre le nostre condizioni. Noi non faremo un passo indietro. Stiamo lavorando alla viabilità sullo Scolmatore e vorrei che la frazione si esprimesse. Noi ci siamo: questa operazione facciamola tutti insieme».
Jacopo Paganelli
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