Sicurezza
Discarica, il Tar respinge il ricorso
Legittimi il progetto e le autorizzazioni dell’impianto di smaltimento di Legoli. Macelloni: «Salvati i posti di lavoro»
PECCIOLI. Belvedere spa vince la battaglia davanti al Tar della Toscana che respinge il ricorso del Wwf e dei comitati locali per l’ampliamento della discarica di Legoli, assicurando così all’impianto almeno altri 25-30 anni di vita. A informare della sentenza del Tar è stato il presidente della società di gestione della discarica, Renzo Macelloni.
«Questa è una notizia molto importante con diversi significati: con questa sentenza si scrive una pagina definitiva della storia della Belvedere spa e del suo futuro; questo è per me motivo di gioia pensando in particolare al futuro di tante persone, che in vario modo, in questo territorio possono ancora beneficiare di questa situazione». La discarica rappresenta per il piccolo Comune dell’Alta Valdera una fonte di ricchezza ormai trasversalmente riconosciuta ma non per questo messa dai contenziosi.
«Cadono d'un colpo tutte le accuse rivolte alla Belvedere in questi due anni e in modo particolare, a me fatte di ogni scorrettezza, arroganza politica e giuridica», aggiunge Macelloni affermando che i comitati locali e chi li ha sostenuti hanno perso alcune occasioni. Una in particolare: «Non hanno raccolto la mia richiesta di ritirare il ricorso per una questione di buonsenso pensando al futuro di tante persone in un momento così delicato. I nostri avversari ora si trovano con un argomento importante in meno per la prossima campagna elettorale, questo vale anche per qualche sprovveduto nascosto nella maggioranza che sperava nel tanto peggio tanto meglio, a testimonianza di ciò sono le molte disinformazioni che ancora oggi si fanno girare sul conto della Belvedere».
Dall’altra parte WwF e comitato promotore del ricorso al Tar che mette insieme cittadini di Legoli, Montefoscoli e Peccioli critica la sentenza del Tar. Si pensa già al passaggio successivo della battaglia legale, pronti a sostenerne i costi visto che già il Tar nel respingere il ricorso ha deciso che le spese legali saranno divise in parti uguali tra le parti.
«Non ne condividiamo nella maniera più assoluta le motivazioni e rimaniamo convinti che l’autorizzazione di questo ampliamento sia viziata da irregolarità e mancanze significative». Il Wwf Toscana ha già dato mandato ai propri legali di presentare un ricorso presso il Consiglio di Stato. Contenzioso che chiama in causa non solo la Belvedere e il Comune di Peccioli ma anche la Provincia di Pisa, la Regione Toscana, il Comune di Palaia e tutti gli enti chiamati a decidere dell’ampliamento dell’impianto di rifiuti urbani non pericolosi (per l’Ato Toscana Costa) che già nel dicembre 2011 ha ottenuto l’ok della conferenza dei servizi della Provincia.
«Prendiamo infine atto che gli attuali gestori della discarica di Legoli intendono proseguire con i lavori di ampliamento – come hanno fatto fino ad oggi – con il rischio che, tra qualche mese, un eventuale annullamento dell'autorizzazione da parte del Consiglio di Stato li obblighi a demolire quanto fin qui realizzato. Considerato che stiamo parlando di opere che costeranno oltre 10 milioni di euro, e che in questo caso il confine tra ciò che è “pubblico” e ciò che è “privato” è molto sfumato, si tratta senza dubbio di un rischio enorme, di cui gli amministratori interessati si assumono chiaramente ogni responsabilità».
Il progetto di ampliamento prevede l’occupazione complessiva di 106.000 metri quadrati di superficie costituita in parte da un’area non ancora interessata dai rifiuti. Oltre ai rifiuti urbani potrà accogliere scorie di incenerimento sempre provenienti da impianti a servizio dell’Ato Toscana Costa oltre a terre e compost da usare per la copertura giornaliera dei rifiuti.
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