Il Tirreno

Pontedera

Dagli anziani agli immigrati la nuova impresa del S. Chiara

di Francesca Suggi
Dagli anziani agli immigrati la nuova impresa del S. Chiara

L’ennesima ipotesi salvataggio per l’azienda pubblica interrompe la decennale gestione associata dello sportello stranieri. La protesta: servono professionalità precise, a chi giova questa operazione?

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VOLTERRA. Dovranno imparare a sbrigare e a supportare pratiche di permesso di soggiorno elettronico, cittadinanza, ricongiungimenti familiari, carte di soggiorno, problemi legali. Se fino ad oggi per la Valdicecina ha pensato a tutto l’associazione Welcome, dal prossimo anno nella città di Volterra, potrebbero essere gli operatori dell’azienda per i servizi alla persona Santa Chiara a dover portare avanti lo sportello stranieri. Un cambiamento radicale per un servizio svolto in forma associata che sul Colle ha registrato, dal settembre 2012 al luglio scorso, 538 accessi e 252 utenti di cui 49 nuovi. A denunciare questa ipotesi che sta circolando negli ambienti è il gruppo Progetto Originario. «Perché si va a manomettere un servizio che funziona egregiamente per trasferirlo ad un soggetto privo di esperienza, che per giunta non trarrà alcun beneficio economico dall’affidamento. Dove stia la convenienza dell’operazione architettata dal sindaco Buselli e dall’assessore Lonzi è da scoprire». «Ancora una volta si sta scardinando un servizio associato: senza contare che la nostra Asp non ha alcuna qualifica specifica per lavorare anche a questa delicata materia», sottolineano i consiglieri di minoranza. Prima il tentativo (andato a vuoto) di gestire il servizio dei cimiteri. Poi la disponibilità ad accogliere i pazienti dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo - naufragata –. Adesso si cerca di inglobare nel S. Chiara lo sportello stranieri: sono tanti i tentativi caldeggiati nel tempo dall’amministrazione per arginare le criticità economico-finanziarie del S. Chiara. «Nei verbali della Società della Salute si legge che il sindaco Buselli è convinto che il S. Chiara abbia maturato una significativa esperienza con la gestione dei profughi e possa sostituirsi a chi ha una decennale esperienza nel settore: è un’affermazione sorprendente, un conto è offrire un pasto e un letto, altro è muoversi nella giungla delle pratiche per l’immigrazione». Se l’ipotesi andrà in porto, il servizio rivoluzionato dovrebbe andare in porto ad anno nuovo al centro di via Roma, dove attualmente c’è l’Informagiovani.

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