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Morti d’amianto, c’è l’udienza

Morti d’amianto, c’è l’udienza

Larderello, 221 le persone malate. Il giudice si pronuncerà su due casi sospetti

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POMARANCE. Uno per asbestosi e l'altro per mesotelioma. Entrambi gli ex lavoratori Enel della Valdicecina non ci sono più. Morti sospette legate all'amianto: se ne parlerà mercoledì in Tribunale a Pisa. La procura da una parte che chiede l'archiviazione, dall'altra l'avvocato del foro di Roma, Ezio Bonanni presidente dell'Osservatorio nazionale sull'amianto che si oppone.

«Il tribunale si dovrà pronunciare – spiega il legale che dal 2008 segue tanti malati d'amianto in Altavaldicecina – in entrambi i casi la procura sostiene che non c'è certezza di responsabilità, ma noi andiamo avanti: se la questione sarà archiviata sul piano penale, noi comunque proseguiremo sul piano civile, per risarcimento danni».

L'avvocato del foro di Roma ha le idee chiare. «Le ultime statistiche dell'Ona sulla incidenza di patologie asbesto correlate tra i lavoratori nel sito Enel di Larderello parlano da sole», premette prima di entrare nei dettagli.

Sono i risultati dell'indagine epidemiologica e dei dati investigativi portati avanti per le indagini difensive di Bonanni, a fare il quadro della situazione. «Sono stati da noi rilevati 200 casi di patologie asbesto correlate tra i lavoratori della Valdicecina, nel campo geotermico di Larderello e 21 casi di mesotelioma, rispetto ai quali ci attendiamo che sia resa giustizia».

Bonanni guarda avanti: «Nei prossimi mesi verranno assunte ulteriori iniziative giudiziarie, perché occorre rendere giustizia ai numerosi malati e ai tanti deceduti, morti che si sarebbero potute evitare».

In attesa dell'udienza di mercoledì, gli iscritti dell'Ona si riuniranno lunedì a Piombino in via Frank e martedì dalle 9 a Rosignano al centro Rodari, in via della Costituzione.

«In tutte e due le occasioni – chiude Bonanni – cerchiamo di allargare la nostra azione di tutela anche negli altri territori in cui opera Enel».

Francesca Suggi

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