Il Tirreno

Pontedera

Macelleria e ristoro la cittadella del cacio cresce e assume

di Francesca Suggi
Macelleria e ristoro la cittadella del cacio cresce e assume

Acciaiolo, 4 piani a disposizione per prodotti a km zero Busti: «Investimento completato a Pasqua, siamo ottimisti»

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FAUGLIA. Cantina sotterranea. Spaccio. Macelleria. Degustazione-ristoro e terrazza per eventi di food cooking e dintorni. Quell’investimento di oltre 9 milioni di euro nella frazione faugliese di Acciaiolo prende la forma di quattro piani. E da qui a Pasqua, ma soprattutto anche dopo, potrebbe dar lavoro al territorio. Qui cittadella del formaggio Busti: quattro generazioni “con le mani nel latte” che crescono e diventano un megastore di prodotti a chilometro zero, in tandem con Consorzio agrario di Pisa, grazie al Piano integrato di filiera della Regione Toscana. Dietro all’operazione ci sono circa 90 aziende, dall’olio al vino, dal miele alle confetture, ortofrutta, acqua, farro, pinoli, erbe aromatiche: il giro del mondo della tavola porta la certificazione di 100% Toscana. «Intanto abbiamo trasferito tutto lo spaccio aziendale nella nuova struttura di Acciaiolo: è solo il primo passo di un’operazione di rilancio e valorizzazione della filiera corta che si concluderà nel periodo di Pasqua», racconta Stefano Busti, 48 anni, acciaiolese doc e uno dei pilastri dell’azienda del latte, nata nel 1955. Yogurt e altri prodotti freschi fatti con il latte ovino dell’azienda agricola dell’Università di Pisa e tutto un mondo fatto di pecorini che non ti aspetti: Busti, ormai, è un brand conosciuto ben oltre i confini locali. Un marchio che andrà oltre: all’interno della cittadella del cacio e non solo, è in arrivo la macelleria. «Gli scarti della lavorazione del formaggio vanno alla porcilaia di Stazzano: saranno quei suini a tornare da noi, nella macelleria», continua l’imprenditore.

La macelleria sarà inaugurata entro Pasqua, allo stesso modo si prevede il taglio del nastro del nuovo Ristoro della famiglia Busti. Della serie, quello che compri mangi e viceversa: è il tripudio del Made in Tuscany. «Siamo ottimisti – sottolinea Busti – i capisaldi nel personale settore della ristorazione e della macelleria li abbiamo individuati, ma sicuramente serviranno anche altre figure». L’imprenditore fa una riflessione sui posti di lavoro che, con tutta probabilità, si andranno a creare grazie a questo investimento milionario.

«Ci serviranno addetti sicuramente qualificati, in grado anche di spiegare la tracciabilità di quel che si vende e che si mangia: l’azienda dovrà restare aperta dalle 8 alle 20, con orario continuato e quindi il personale dovrà lavorare a rotazione». Idee chiare anche per quanto riguarda il nuovo ristoro: «Resterà aperto tre o quattro serate a settimana, organizzeremo eventi, tra cui cooking show e serate a tema».

L’entusiasmo è alle stelle: investire nel “suo” territorio lo rende felice.

«Non me ne andrei mai e devo ringraziare l’amministrazione che ha sempre fatto di tutti per tenerci».

Ottanta dipendenti, un fatturato che si aggira sui quindici milioni di euro, circa 380 quintali di latte ne lavorati: il business Busti ha numeri da big. Un vanto per tutto il territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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