Il dolore
Più di mille con la Uilm per avere la solidarietà
Pontedera, il segretario Casati: «Ci attiveremo per dare un equo salario a tutti» La questione sul tavolo del confronto con l’azienda previsto martedì prossimo
PONTEDERA. «Una buona affluenza al voto e un ottimo risultato». Non ha dubbi il segretario provinciale della Uilm Marcello Casati che così sintetizza l’esito della consultazione certificata con cui il suo sindacato ha tastato il polso ai dipendenti Piaggio sulla possibilità di estendere a tutti lo strumento del contratto di solidarietà (CdS) durante le fermate produttive. Alla due giorni elettorale del 5 e 6 novembre hanno preso parte in 1.148. E dalle urne sono usciti più di mille favorevoli (1.006), 131 contrari, sette schede bianche e quattro nulle. «Ora possiamo attivarci per garantire un equo salario a tutti i lavoratori».
La consultazione certificata è una modalità di voto che non prevede un quorum per la validità. «Affronteremo un percorso sul contratto di solidarietà avendo il mandato dai dipendenti – sostiene Casati –. Porremo la questione all’azienda, anche da soli se non ci sarà la disponibilità dei colleghi di Fiom e Fim». Che aggiunge: «Il prossimo passo sarà quello di contattare le altre segreterie sindacali, senza tatticismi, perché gli accordi si possono anche firmare da soli ma poi la difficoltà è nella loro gestione. In vista c’è il tavolo con l’azienda, convocato per martedì prossimo». Un appuntamento richiesto in forma unitaria per entrare nello specifico dello stabilimento pontederese dopo l’incontro con il presidente del Gruppo Piaggio Roberto Colaninno dello scorso 16 ottobre. «Ci aspettiamo che ci vengano illustrati il percorso produttivo fino alla fine dell’anno, le coperture per i periodi di cassa integrazione e il futuro dello stabilimento. Siamo di fronte a un calo della produzione drammatico, che si deve sia all’andamento del mercato che a scelte aziendali».
Il confronto. Al di là del merito il risultato politico è evidente. La Uilm in fabbrica ha richiamato alle urne più del doppio in termini di votanti rispetto al consenso che mediamente riscuote. Pesano i 1.148 votanti rispetto ai 1190 che si recarono alle urne lo scorso marzo per esprimersi sulla piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo proposta dalla Fiom. Un referendum monocolore, fatto in un periodo in cui in fabbrica c’erano anche i part-time verticali. E segna uno scarto in avanti anche rispetto al referendum unitario proposto a luglio del 2012 sempre sul tema dell’integrativo. Quella volta a votare furono in 1.090, ben al di sotto del quorum necessario per la validità di 1.322.
Il nodo. Per la Uilm la linea è chiara: «Dare a tutti il salario previsto dai CdS, pari al 92% del salario di fatto, cioè uniformare il salario rispetto al recupero attuale del 65-70% che si ha con la cassa integrazione». Eppure dalle urne esce anche una nota stonata per il sindacato. «Sono mancati gli impiegati, che in contratto di solidarietà ci sono dallo scorso febbraio. Solo una novantina ha votato a fronte di oltre ottocento».
Il segretario della Uilm non ci gira intorno. «Se pensano di fare così per gestire i propri interessi stanno sbagliando. Loro sono già in regime di solidarietà e quindi sono poco interessati mentre avrebbero dovuto essere loro i primi a votare, per dimostrare la validità di quanto si è fatto per loro». E conclude: «C’è una sottovalutazione da parte degli impiegati perché se venisse applicata la cassa integrazione ci rimetterebbero molti più soldi rispetto agli operai. Dovrebbero aprire gli occhi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
