Sicurezza
Crolla pezzo di soffitto mentre l’aereo atterra paura tra i passeggeri
È la disavventura capitata ai viaggiatori del volo Roma-Pisa di giovedì sera. «Già tante proteste per la partenza in ritardo»
SAN MINIATO. Prima il solito ritardo, senza avere informazioni chiare e certe. Poi, una volta a destinazione, lo spavento per un pannello che si stacca in fase di atterraggio, rimanendo penzoloni sulle teste dei passeggeri. È la disavventura capitata ai viaggiatori del volo Alitalia fra Roma e Pisa di giovedì sera. A bordo anche alcuni passeggeri del comprensorio: imprenditori e artigiani della zona, di rientro da viaggi di lavoro all’estero dopo aver fatto scalo a Fiumicino. All’arrivo nell’aeroporto romano, arriva la notizia del ritardo sul volo delle 20,55 che avrebbe dovuto riportarli a casa. L’inizio di una piccola “odissea” che ha scatenato proteste e che si è conclusa in tarda serata, al momento dell’atterraggio a Pisa, con un pezzo che si è letteralmente sganciato dalla cabina dell’aereo, fra lo spavento e infine le risate dei passeggeri.
A raccontarlo è Tiberio Mannaioni, residente a La Serra, artigiano nel settore della meccanica per concerie, di rientro giovedì da un viaggio di lavoro in Algeria. Con lui, in attesa della partenza per Pisa, anche altri imprenditori della zona sbarcati a Roma da voli intercontinentali. «Subito dopo aver toccato la pista – racconta – con le vibrazioni della frenata, abbiamo visto il pannello staccarsi all’improvviso. L’hostess si è alzata aprendo gli sportelli delle cappelliere, come per sostenere il pezzo evitando che venisse giù. Ci siamo guardati tutti senza parole, chiedendoci cosa sarebbe successo se a staccarsi fosse stato qualcos’altro». Ma a scatenare le proteste contro Alitalia, è stata soprattutto la mancanza di chiarezza sul ritardo: «Quello che non va bene è il fatto di essere presi in giro – spiega Mannaioni –. Prima ci hanno detto che mancava l’equipaggio, poi che sarebbe arrivato da un volo in transito, infine abbiamo saputo che il volo doveva sempre partire da Venezia. Tanto valeva dirci subito quale era l’entità del ritardo, anziché tenerci lì, senza informazioni, col rischio addirittura di dover tornare in pullman. È dall’82 che volo per lavoro e ne ho viste di tutti i colori, ma è il modo che non va bene».
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