Sicurezza
Interrogazione parlamentare del grillino Massimo Artini
VOLTERRA. La guerra del sale che attanaglia Saline di Volterra diventa un’interrogazione parlamentare. A farla è l’onorevole Massimo Artini del Movimento 5 Stelle. Dopo il sopralluogo del giugno...
VOLTERRA. La guerra del sale che attanaglia Saline di Volterra diventa un’interrogazione parlamentare. A farla è l’onorevole Massimo Artini del Movimento 5 Stelle. Dopo il sopralluogo del giugno scorso, insieme agli attivisti del Comitato in difesa della Valdicecina e il sindaco del Colle etrusco, Marco Buselli, la situazione di disagio viene messa nero su bianco e si chiama in causa, ufficialmente, il governo.
«Gli effetti paesaggistici dell’estrazione non si limitano a fenomeni di subsidenza e frane, ma sono anche legati a mutamenti chimici, causati dall’inquinamento dei terreni e delle falde con i residui di produzione», scrive il parlamentare. E ancora: «A Saline si sarebbero verificati in questi anni cedimenti strutturali di alcune abitazioni, crolli di terreno e creazione di enormi pozze di acqua».
L’interrogazione è particolareggiata: soprattutto la premessa in cui si descrivono tutti i disagi registrati sul territorio. Si parla di Saline abitato accerchiato dalle concessioni, si richiamano i 2 milioni , secondo gli accordi, che Solvay verserebbe annualmente a Stato e Regione. Si sottolinea che il salgemma non è una risorsa rinnovabile e secondo studi accreditati, con gli attuali ritmi estrattivi, è destinato ad esaurirsi in 30 anni. Ad avvalorare l’instabilità dei terreni causata dall’attività della multinazionale, si citano rapporti dell’Università di Pisa e dell’Arpat. A rischio ci sono pure l’equilibrio idrogeologico del fiume Cecina, la salinizzazione dei corsi d’acqua legata ad emergenze di salamoia.
Una riflessione sulla questione degli approvvigionamenti idrici del Cecina e non solo. «Il consumo di acqua da parte dell’azienda supera in un anno l’utilizzo idropotabile di tutti i comuni della Valdicecina tanto che in estate i problemi di secca sono all’ordine del giorno». Si cita il rilascio delle concessioni: «Volterra e il territorio non possiedono più garanzie e potere decisionale per la tutela dell’area così tartassata dalle estrazioni» e si ricordano gli interventi del sindaco rispetto al fatto che non ricadono benefici occupazionali né di royalties sul territorio dove insistono le concessioni. A questo punto Artini chiede al governo: «Se abbia incontrato, o abbia intenzione di farlo, i sindaci del territorio, in particolare Buselli, per affrontare la questione; quali siano le politiche che il governo intende mettere in atto a tutela ambientale, sociale ed economica, se il governo sia coinvolto nell’iter del nuovo accordo di programma su Solvay e se siano previste opere compensative per quei territori».
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