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C’è il sole ma a San Romano il sottopasso è sempre allagato

C’è il sole ma a San Romano il sottopasso è sempre allagato

MONTOPOLI VALDARNO. È di nuovo allagato il sottopasso ciclabile alla stazione di San Romano. Decine di centimetri d’acqua, a dispetto del meteo, dopo le ultime giornate assolate e le piogge non certo...

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MONTOPOLI VALDARNO. È di nuovo allagato il sottopasso ciclabile alla stazione di San Romano. Decine di centimetri d’acqua, a dispetto del meteo, dopo le ultime giornate assolate e le piogge non certo insostenibili di qualche giorno fa. Eppure, quel collegamento fra una parte e l’altra della stazione di San Romano si presenta ancora come una piscina. Era già successo nelle scorse settimane, nei giorni successivi all’acquazzone d’inizio ottobre, quando il sottopasso era rimasto chiuso per alcuni giorni in attesa della sistemazione. Dopo la riapertura, però, è bastato poco perché l’acqua tornasse a riempire il sottopassaggio, che da quasi due settimane è di nuovo chiuso al transito, con transenne e lampeggianti in funzione. Impossibile per biciclette e motocicli viaggiare da una parte all’altra della ferrovia, se non utilizzando il passaggio pedonale per il sotto-attraversamento dei binari, oppure allungando la strada dal sottopassaggio di via Gramsci. Infuriati i cittadini che ci hanno segnalato il disagio, delusi soprattutto da quella che definiscono «una mancanza di interesse e di volontà» nel risolvere una situazione che non appare insuperabile. Dagli uffici del Comune, spiegano che all’origine del problema ci sarebbe il guasto di una o forse più pompe installate nel sottopasso. «Abbiamo già fatto intervenire il nostro elettricista – spiega il vicesindaco Giovanni Capecchi – ma il guasto è risultato più grave del previsto e dovremo quindi chiamare la ditta incaricata delle manutenzioni». Un problema che si aggiunge al furto di rame di un mese fa, sempre nella stessa zona, che da settimane ha messo fuori uso l’illuminazione pubblica. «La nostra intenzione – spiega Capecchi – è quella di far intervenire l’impresa in un solo momento per risolvere entrambe le situazioni. La difficoltà, in questi casi, è legata ai limiti del Patto di Stabilità, che per qualunque tipo di intervento, a prescindere dagli importi, ci impone di mettere mano al rigido Piano dei Pagamenti, scegliendo quale lavoro accantonare per liberare risorse in favore di interventi più urgenti o di emergenza come in questo caso. Ormai, tutte le inefficienze che i cittadini avvertono sul territorio dipendono principalmente da questo. Cercheremo di accelerare il più possibile per sbloccare la situazione. Si tratterà di quantificare le risorse necessarie e dare il via all’impegno di spesa per far partire i lavori». (g.p.)

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