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«Le nuove risorse dalle tasche degli utenti»

«Le nuove risorse dalle tasche degli utenti»

Michele Di Gianni ribadisce dubbi e perplessità. Ferraro punta il dito contro i compensi raddoppiati

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SAN MINIATO. «La chiarezza e l’onestà del presidente Sardu non fanno che confermare i dubbi e le perplessità». Questo il commento del consigliere Michele Di Gianni alle risposte fornite dal presidente di Acque Spa. «Perché se è vero – dice – che Acque ha voluto coprirsi con un finanziamento a lungo termine, è altrettanto vero che si tratta di risorse già esaurite, nonostante molto resti ancora da fare per migliorare la rete, definita “disastrosa” dal presidente. Da dove usciranno, quindi, le nuove risorse se non dalle tasche degli utenti? La questione del personale poi non è chiara: si parla di fusioni e incorporazioni che alla fine rischiano di gravare sempre su Acque. Come non mi convince la risposta sugli allacci: non è un problema legato solo agli agriturismi, perché ci sono tanti casi in pieno centro urbano, anche nel comune di San Miniato. Mi riservo quindi di approfondire l’argomento e di intervenire di nuovo in futuro». Secondo Roberto Ferraro (Pdl), «Acque Spa dimostra di aver ereditato dalla vecchia Cerbaie la brutta abitudine di non fare gli ammortamenti». «Sulla questione compensi, invece – aggiunge il capogruppo Pdl – occorre ricordare che il management di Acque ha un fisso di 150mila euro, più altri 147mila in relazione all’andamento aziendale. Eppure, negli ultimi 4 bilanci, nonostante tutti gli indicatori economici siano in decrescita, i compensi sono stati ugualmente raddoppiati». «Quello dell’acqua è il servizio che ha conosciuto negli ultimi anni i maggiori aumenti tariffari – ha affermato Fabio Corsi dei Comunisti Uniti – e da una mia interrogazione erano emersi decine di casi di distacchi per morosità. Senza dimenticare che una buona parte delle tariffe andranno a coprire opere discutibili come il Tubone. Occorre avviare un percorso per la ripubblicizzazione del servizio». Secondo Laura Cavallini di Sel, invece, «è significativo che il 57% della tariffa serva a coprire i costi di gestione dell’apparato di Acque. Senza dimenticare il problema delle rotture e degli sprechi, soprattutto sul territorio di San Miniato». Un caso, quello della città della Rocca, che lo stesso Giuseppe Sardu definisce molto delicato: «Vi assicuro, però – ha aggiunto – che fino a qualche anno fa la situazione era molto più critica, una delle peggiori di tutto il territorio di Acque. Ricordo inoltre, a chi ipotizza il ritorno a un servizio interamente pubblico, che ad oggi tutti gli enti pubblici sono strozzati dal Patto di Stabilità, che impedirebbe qualunque investimento». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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