Toscana
Il contratto di solidarietà moltiplica i voti della Uilm
Alla consultazione promossa dal terzo sindacato in fabbrica rispondono in 1.120 Il segretario provinciale Casati: «Più del 50% degli operai ha partecipato»
PONTEDERA. La prima indicazione è politica. A urne pressoché chiuse la Uilm incassa una risposta al voto superiore alla propria forza in Piaggio: più del doppio rispetto ai risultati dell’elezione per il rinnovo del parlamentino sindacale. A fare da calamita è la consultazione certificata sul tema dell’estensione del contratto di solidarietà (CdS) in una fabbrica in cui convivono in questo periodo solidarietà e cassa integrazione ordinaria. Sarà lo spoglio, invece, a dire che cosa chiedono i lavoratori al sindacato.
Il terzo sindacato per dimensione in fabbrica si smarca dai colleghi e accelera. Il quesito è chiaro: “Accetti di concordare con la Piaggio di estendere a tutti i dipendenti la stessa copertura salariale durante le sospensioni per mancanza di lavoro, facendo ricorso al contratto di solidarietà?”. E il segretario provinciale della Uilm Marcello Casati sottolinea: «Più del 50% degli operai si è recato al voto. Al seggio si sono presentati una novantina di impiegati che in regime di contratto di solidarietà ci sono dallo scorso febbraio». Oggi le operazioni di voto si chiuderanno nella sede distaccata dello stabilimento, all’ex Tecnocontrol per gli addetti al turno di notte e della mattina per circa una quarantina di persone.
A tenere banco oggi è il mancato tavolo tra sindacati e dirigenza Piaggio previsto nella sede dell’Unione industriali a Pisa. «Uno spostamento dell’incontro incomprensibile – dice Casati –. Ci sono in ballo temi fondamentali, il calendario produttivo di fine anno, le coperture per i periodi di cassa integrazione e il futuro dello stabilimento. Noi andremo a Pisa per capire il perché di questo rinvio e poi rientreremo a Pontedera per fare lo scrutinio». Saltano la tregua e l’impegno a congelare lo scrutinio in vista del tavolo che avrebbe dovuto tenersi questo pomeriggio. «Non ha senso tenere le schede bloccate per troppi giorni. La data ancora ufficiosa di nuova convocazione del tavolo è il 12 novembre».
Difficile entrare dentro le urne. Anche se tutto fa supporre che chi ha scelto di votare abbia sposato la causa Uilm: «Dare a tutti il salario previsto dai CdS, pari al 92% del salario di fatto, cioè uniformare il salario rispetto al recupero attuale del 65-70% che si ha con la cassa integrazione. Lo impongono la mancanza di una programmazione attendibile del calendario produttivo di fine anno e i possibili scenari futuri».
Nove i seggi che sono stati allestiti per la consultazione certificata. Una modalità di voto che non prevede un quorum per la validità ma serve per tastare il polso ai lavoratori su un aspetto specifico. «Vogliamo affrontare un percorso sul contratto di solidarietà, ma solo dopo avere avuto il mandato dai dipendenti. Se lo avremo porremo la questione all’azienda, anche da soli se non ci sarà la disponibilità dei colleghi di Fiom e Fim».
Che cosa frena un fronte sindacale comune sul contratto di solidarietà? «C’è un aspetto elementare che dovrebbe prevalere su tutti. Si tratta di uno strumento che nell’immediato fa intascare più soldi ai lavoratori. Non li solleva dalle preoccupazioni per il futuro ma almeno dà un sollievo economico. Il dibattito sugli esuberi e la necessità di un piano industriale non dipendono dal ricorso a un ammortizzatore sociale piuttosto che a un altro».
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