Attenzione
«Non sentitevi traditi se ha scelto Volterra»
L’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto nell’omelia spiega la decisione presa da Bertelli sulla sua sepoltura: «Era un suo desiderio, espresso da tempo»
PONTEDERA. Il picchetto d’onore accanto alla bara al centro del Duomo. La bara coperta da un mazzo di crisantemi gialli e da un libro del Vangelo. Un lungo applauso e le campane a festa, oltre al picchetto dell’Arma dei carabinieri salutano l’arrivo a Pontedera del vescovo emerito di Volterra, insieme a moltissime persone. Nonostante l’ora e la pioggia che comincia a cadere lentamente da metà mattina i pontederesi attendono a lungo il feretro da Firenze, dove monsignore è morto sabato mattina, per dargli l’ultimo saluto. Anche solo per appoggiare una mano sulla bara prima della cerimonia funebre che si è svolta a Volterra nel pomeriggio. Circa sessanta i parroci che concelebrano la messa in suffragio, accanto all’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, e al proposto, don Piero Dini davanti a centinaia di persone e ai rappresentanti delle autorità civili e militari. In tanti avevano espresso il desiderio di poter avere il feretro nel Duomo almeno per alcune ore. Avrebbero voluto sentirlo per un po’ in mezzo alla comunità da cui mancava da circa un anno, da quando era andato a vivere nel convitto per parroci anziani. Ma non è possibile. E anche per questo monsignor Benotto, durante l’omelia, dopo avere ricordato il parroco e il vescovo Bertelli, chiede loro di avere comprensione, di non sentirsi traditi rispetto ad alcune scelte sulle esequie e sulla sepoltura.
«Era suo desiderio e da tempo aveva scelto il luogo – spiega – riposare nella cattedrale di Volterra. La tomba l’aveva indicata da tempo. Essere vescovi significa essere sposi di una chiesa, legati a un popolo. È l’affermazione di una sponsalità». Una scelta che fa parte del modo con cui don Vasco ha esercitato per tanti anni il ministero sacerdotale.
«Siamo in una chiesa - continua l’arcivescovo – in mezzo a un popolo che ha amato con grande umanità. Siamo in mezzo alla gente che don Vasco ha conosciuto in maniera familiare. Conosceva in profondità tante persone». A Pontedera, salvo i 15 anni in cui è stato vescovo a Volterra, monsignor Bertelli ha svolto il suo servizio in tutte le parrocchie della città. Ma non è stato solo parroco, è stato insegnante in seminario e nelle scuole, è stato presente nelle associazioni. Ricordato il rapporto unico con l’Unitalsi. E poi l’impegno nei pellegrinaggi a Lourdes e in Terra Santa.
Alla cerimonia sono presenti il sindaco, Simone Millozzi, e alcuni assessori, oltre al sindaco di Bientina, Corrado Guidi, in rappresentanza dell’Unione Valdera. Pontedera, oggi in lutto e con un rammarico, ricorderà il vescovo emerito con una commemorazione sulla storica della sua attività pastorale (affidata al professor Paolo Morelli) domenica primo dicembre, alle 16 nella chiesa del Crocifisso e alle 18 nel Duomo con una messa celebrata dal vescovo di Fiesole, monsignor Mario Meini, e da don Maurizio Gronchi. Un lungo applauso alla fine delle cerimonia: poi don Vasco può riprendere il suo viaggio verso Volterra con la Mitria e il Pastorale, simboli dei vescovi.
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