Il dolore
Lorenzana, il Pd Colline pisane «Quel monumento, grave gesto»
LORENZANA. «Catarzi, da vero sindaco di destra, si meraviglia che il Pd di Lorenzana possa aver preso decisioni diverse dal Pd provinciale e regionale e non si capacita che in un partito non ci sia...
LORENZANA. «Catarzi, da vero sindaco di destra, si meraviglia che il Pd di Lorenzana possa aver preso decisioni diverse dal Pd provinciale e regionale e non si capacita che in un partito non ci sia un padrone ma, persone che ragionano con la propria testa, che si confrontano e fanno delle scelte assumendosene la piena responsabilità. Il sindaco dovrebbe ricordarsi che finché riveste la carica, è il rappresentante di tutti i cittadini, dei sì e dei no, dei favorevoli e dei contrari, dei liberi e dei servi». La premessa arriva dal Coordinamento Pd Colline Pisane: una riflessione che vuole stigmatizzare il finto “Monumento ai caduti del referendum” allestito a Lorenzana la notte di Halloween. «In esso appare una pietra tombale dove si ironizza in modo volgare ed offensivo su una scelta legittima che una parte dei cittadini di Lorenzana ha fatto durante il referendum, esprimendosi per il no alla fusione dei due Comuni. La gravità del gesto sta non solo nella mancanza di rispetto delle opinioni altrui, ma del rispetto che meritano diritti fondanti di una democrazia, quali sono il diritto di espressione e di pensiero negati soltanto nei sistemi totalitaristi, quali fu il fascismo». Il Coordinamento si scaglia, soprattutto, contro il primo cittadino: «Non è inoltre ammissibile che a commentare ed ironizzare in modo pesante sulle conseguenze del risultato referendario sia il sindaco, in quanto rappresentante di tutti i cittadini».
Dal Pd delle Colline Pisane un pensiero per l’evvenuta fusione tra Crespina e Lorenzana: «Ci auguriamo che la nascita del Comune unificato sia di stimolo a maggiori e proficui rapporti di collaborazione fra tutti i Comuni facenti parte del coordinamento e ci auspichiamo, inoltre, che coloro che tra pochi mesi si proporranno come rappresentanti del nuovo Comune unito, si facciano promotori di un altro modo di far politica, basato sulla condivisione, sul rispetto e sul pluralismo delle idee».
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