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Cinema, la Fondazione Crv rischia di uscire

Cinema, la Fondazione Crv rischia di uscire

Il presidente: allibiti dalla decisione del Comune di interrompere il comodato col Consorzio

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VOLTERRA. «Siamo rimasti allibiti dalla decisione del Comune di interrompere il rapporto di comodato decennale con il Consorzio turistico rispetto alla gestione del cinema». Non ci gira intorno il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Augusto Mugellini: la sorpresa contenuta nella delibera di giunta di martedì scorso, è totale.

La Fondazione, infatti, insieme alla Cassa di Risparmio di Volterra è uno degli attori fondamentali del mantenimento in vita del cinema Centrale: nel 2010 grazie al protocollo d’intesa tra le istituzioni che di fatto ha salvato la sala di proiezioni della morte. E adesso, sempre insieme ai vecchi partner compreso il Comune, con l’atteso nuovo accordo tra le parti per garantire sostegno e contributi per un altro anno “sperimentale” di cinema a Volterra. «Sinceramente abbiamo fatto tanti incontri con Comune, Consorzio e Cassa di Risparmio e credevo di essere arrivato a una soluzione condivisa, ovvero, di fare andare avanti il cinema sicuramente un altro anno, in una modalità un po’ sperimentale, proprio per vedere di incentivare le presenze». Il presidente parla anche di alcune linee di gestione che erano venute fuori: «Si pensava di tenere aperta solo una sala, il fine settimana e di far partecipare la gente alle scelte dei film da vedere, un po’ come sta facendo adesso il Consorzio», riepiloga Mugellini. In soldoni, la decisione di giunta di chiudere l’era Consorzio, almeno sulla carta comunale, risulta come una specie di coup de theatre per gli altri partner. Certamente per la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra: il presidente non le manda a dire. A seconda di quel che si prospetta all’orizzonte, lui la soluzione già ce l’ha.

«Io ho iniziato un percorso per il cinema con questi partner: mi ricordo che la prima cosa che ho fatto, dopo il mio insediamento, è proprio un incontro sul Centrale di Volterra – e a chiare lettere specifica la sua posizione – La Fondazione ha investito dei soldi affinché il cinema non chiudesse i battenti, per il ruolo sociale e di servizio che ha, ed è intenzionata a continuare seguendo il percorso fatto fino ad ora: se si cambiano le carte in tavola, la Fondazione non ha alcun problema ad uscire di scena».

Dare contribuire “al buio” non va giù. E Mugellini non ha alcuna intenzione di farlo. «Ufficialmente solo ieri mattina sono venuto a conoscenza di questi cambiamenti radicali: non sono ancora stato contattato per eventuali incontri di chiarimento e spiegazioni. Vedremo, ma la mia posizione è chiara», chiude.

Sorpresa e rammarico nei toni si percepiscono pure nel direttore della Cassa di Risparmio di Volterra, Roberto Pepi. Si lascia meno andare ad argomentazioni e riflessioni rispetto alla questione, anche se il suo commento secco lascia intendere qualche difficoltà.

«Gli attori in campo sono difficili tutti da gestire», dice.

Intanto il cinema Centrale di Volterra, autonomamente riaperto dal Consorzio in questo weekend appena passato, registra grandi numeri. Una boccata di ossigeno.

«Abbiamo avuto 386 presenze in soli tre giorni, con una sola sala aperta, quella più piccola: un risultato straordinario grazie al sostegno dei Volterrani, si tratta del 5° risultato su 25 settimane e con film non particolarmente nuovi», chiudono dal Consorzio.(f.s.)

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