Il Tirreno

Pontedera

Bonifica, una tegola da un milione

Il terreno destinato a alloggi popolari è inquinato: il giallo di una nota dell’Arpat

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PONTEDERA. Dopo il caso della mancata verifica dell'inquinamento, poi scoperto e costato al Comune circa 1 milione e 600mila euro per bonificare il terreno inquinato delle ex officine Piaggio "trasformate" oggi in sede della biblioteca e scuola infermieri, durante l'ultimo consiglio comunale, è venuta alla luce un'altra storia da chiarire. Due terreni inquinati passati sotto la lente di ingrandimento del Comune che però non avrebbe adottato tutte le misure necessarie per capire se quelle aree erano inquinate. Nel primo caso l’amministrazione comunale si è accollata le spese di bonifica senza presentare il conto a Piaggio che pure ha venduto un'area che si è rivelata con caratteristiche diverse da quelle dichiarate o conosciute. Nel secondo caso, che riguarda l'area ex Mansider su cui dovevano essere costruiti alloggi popolari, c'è un contenzioso legale e il Comune dovrà difendersi se non vuole pagare i danni.

Il sindaco Millozzi in consiglio comunale ha spiegato che Mansider fornì una documentazione in cui si attestava che la bonifica era stata fatta. Senza ulteriori controlli, fidandosi (un po' come era successo con Piaggio), il Comune ha acquisito l'area andando incontro a sorprese e a un lungo contenzioso. Dopo poco tempo dall' acquisto una nuova relazione di Arpat ha messo in allarme il Comune: quel sito era ancora inquinato. Il Comune poteva basarsi solo sulla dichiarazione di Mansider? Non poteva attendere il parere di Arpat? Domande al momento senza risposta.

Proprio su questo punto il consigliere comunale della lista civica indipendente Alessandro Puccinelli, ha chiesto un chiarimento, con un'interrogazione al sindaco, chiarimento che non è arrivato in modo totale e per questo ha invitato ad approfondire gli atti per poi riferire in Commissione Ambiente. Il sindaco, nel suo intervento, ha ipotizzato anche una possibile truffa ai danni del Comune. Ma l'ultima nota di Arpat, inviata dopo il consiglio comunale, ha aggiunto nuove conoscenze al caso del terreno inquinato. Una nota che avrà fatto piacere all'impresa Mazzanti e Castellani che chiede di essere risarcita al Comune. In ballo c'è un altro milione di euro che si va ad aggiungere ai costi già sostenuti con soldi pubblici per la bonifica non prevista dell'ex dente Piaggio.

Arpat spiega che è la Provincia a effettuare e emettere certificazioni di avvenuta bonifica. «Se questa certificazione fosse in possesso del Comune o allegata alla documentazione di Mansider non è dato saperlo e non è emerso nella discussione consiliare. Fatto sta che poco dopo l'acquisizione del terreno al patrimonio comunale, Arpat ha fatto arrivare al Comune una nota tecnica, il 20 luglio 2005 nella quale si comunicava ancora un esito positivo in relazione ai controlli sull'inquinamento dell'area e invitava il Comune a provvedere affinché il responsabile della contaminazione presentasse un piano di caratterizzazione, attività propedeutica alla fase di effettiva bonifica», aggiunge Puccinelli. Eppure l'assegnazione del lotto per la costruzione di edilizia popolare alla ditta Mazzanti e Castellani è avvenuta in data successiva alla nota di Arpat. « Con che criterio il Comune avrebbe assegnato il lotto per ritrovarsi poi a sua volta colpito da una causa civile da parte della Mazzanti e Castellani per la restituzione degli 800mila Euro pagati dalla società e dei relativi danni?» ribadisce Puccinelli.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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