Sicurezza
Paura dell’ex, le nozze sono blindate
L’uomo minaccia di buttare acido in faccia alla sposa: polizia e vigili urbani in borghese controllano dentro e fuori la chiesa
PONTEDERA. All'ingresso della chiesa, tra occhi sognanti e ignari. Poi all'interno, durante la marcia nuziale e soprattutto al momento del fatidico sì. Pure alla fine della cerimonia, tutti gli occhi sono puntati sul lancio del riso. Sono quelli delle forze dell'ordine. Dentro la casa del Signore e fuori, in piazza Curtatone: sono ovunque. Una decina in totale, in borghese. L'obiettivo è uno solo: quello di fermare l'eventuale lancio di acido sulla sposa, da parte dell'amante respinto.
Mai matrimonio fu più blindato alla parrocchia del Crocifisso, in pieno centro a Pontedera. L'happy ending c'è, per fortuna, ma l'assetto anti-follia nuziale di vigili urbani e polizia è di quelli che non si dimenticano. Che gli uomini "in divisa" ci sono lo sanno in pochi: sicuramente i due neo sposini che fanno il grande passo non senza una certa agitazione e paura. Le minacce dell'ex ci sono. Chiare, sonore e ripetute.
Il tentativo manifestato nei mesi precedenti di rovinare le nozze viene regolarmente denunciato e le forze dell'ordine sono all'erta. Fuori, in piazza Curtatone, c'è un'auto della polizia in bella vista, che fa da deterrente. O almeno questa è la speranza. Ma si sa, la follia è difficile da decifrare, da prevedere, e soprattutto contenere, quando sgorga. Un rifiuto, una storia finita male, quelle nozze mai accettate che non vanno giù e accecano: sono gli ingredienti che, anche a Pontedera, avrebbero potuto fare da detonatore alla follia amorosa. Questo temono gli inquirenti, che si vestono da angeli custodi dei futuri moglie e marito e si insinuano sia all'interno della chiesa, durante la cerimonia, che all'esterno.
Dentro e fuori: si mischiano tra la gioia dei parenti e degli amici dei festeggiati, quasi tutti inconsapevoli. E scrutano ogni movimento sospetto (che per fortuna non c’è stato). Sono pronti a intervenire. Sanno bene che faccia ha l'uomo che minaccia di tirare acido in faccia alla sposa. Può succedere in qualsiasi momento, ma si teme il raptus violento nell'attimo più simbolico, del "sì", davanti al sacerdote.
La donna sorride, sempre: sembra una principessa. È il suo giorno più bello, ma quell'ombra rischia di rovinare il sogno di una vita. I soprusi sulle donne - anche letali - sono, ahinoi, all'ordine del giorno e la parola “femminicidio” ormai è conficcata negli incubi di tante. Eppure una minaccia del genere, alla soglia del grande passo, in chiesa, suona come una rarità anche a chi di matrimoni ne ha celebrati a centinaia.
«Ho sposato tante coppie – racconta don Marco Pupeschi, attualmente parroco di Santa Maria a Monte, per anni proposto a Crespina – ma mai mi è capitato di celebrare un matrimonio blindato». Il sacerdote neppure ricorda “fiori d’arancio” con la minaccia di un eventuale agguato dell’ex di turno. Pure per Pontedera quell’assetto di polizia e vigili urbani in borghese non passa inosservato. Si pensa alle nozze di qualche conoscente delle forze dell’ordine. Invece, si tratta di una insolita protezione di un amore contro un possibile assalto che di sentimentale non ha niente.
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