Il Tirreno

Pontedera

Immobili dell’Asl, il Comune fa causa

di Francesca Suggi
Immobili dell’Asl, il Comune fa causa

L’Azienda ha richiesto la Torre Toscano e altre strutture, ma l’amministrazione dice no: non ci sono giustificazioni valide

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VOLTERRA. Il Comune non molla. La richiesta della Asl di tornare in possesso di alcuni suoi immobili, tra cui la storica e imponente Casa Torre Toscano, proprio non va giù all’amministrazione. Dopo mesi di approfondimenti e verifiche, ecco che la giunta etrusca decide di andare per vie legali contro l’Azienda sanitaria.

Ad affiancare i vertici volterrani in questo nuovo ricorso alle carte bollate e ai tribunali è l’avvocato del foro di Pisa Giancarlo Altavilla, che già sta curando l’altro ricorso, al Tar, sempre contro la Asl e la Regione Toscana per questioni sanitarie legate alla prossima realizzazione della Casa della salute.

Ecco che il parere giuridico-legale sulla questione patrimoniale legata alla Asl alimenta il ricorso in giudizio. Nella delibera di giunta si motiva la decisione, facendo appello alla tutela degli interessi dell’amministrazione comunale e della cittadinanza «sia per la volontà di restituire alla città un legittimo patrimonio, sia per garantire che i vantaggi di una eventuale messa a reddito degli immobili ricadano sulla comunità etrusca», si legge. Sicuramente serviranno soldi pubblici per andare avanti in questa ennesima diatriba.

«Pur avendo effettuato ulteriori ricerche, non sono emersi atti che giustifichino il fatto che la Asl di Pisa abbia introitato nel proprio patrimonio immobili abitativi, fabbricati a destinazione culturale e sociale, terreni appartenenti alla comunità volterrana: sono tutti privi di qualsiasi attinenza con le funzioni sanitarie, che avrebbero dovuto costituire il presupposto per il loro trasferimento gratuito alla Asl», si va nei dettagli della delibera. La motivazione alla base del ricorso, di fatto, è questa. Si fa riferimento a una nota inviata dall’avvocato Altavilla alla Asl nella quale si comunica «il non accoglimento delle richieste di restituzione di beni attualmente in comodato al Comune», e si contesta «la nullità degli atti di trasferimento di beni da reddito, di proprietà del Comune, che all’epoca dei fatti risultavano affatto estranei alle caratteristiche sanitarie indicate dalla legislazione regionale».

Lente di ingrandimento sullo stato dei beni in questione. «Tutti gli immobili dal momento del passaggio non sono mai stati utilizzati a fini sanitari dall’Azienda che ne aveva assunto la proprietà, alcuni sono stati completamente abbandonati e sono caduti in rovina e molti, in quanto di uso pubblico già consolidato, sono stati concessi in comodato al Comune e altri addirittura rivenduti all’amministrazione».

Dall’altra parte la Asl, semplicemente, rivendica la restituzioni di beni di proprietà dell’Azienda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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