Gioco
Il cartolaio suo amico «Mi mancherà tanto quello scappellotto»
Parla Carlo Ferretti, con il quale don Vasco si fermava a parlare ogni mattina: «Da lui sempre le parole giuste»
PONTEDERA. La notizia della morte di don Vasco Bertelli si è diffusa a Pontedera già dalla mattina. Anche i commercianti, che da poco stavano alzando le saracinesche dei loro negozi, sono rimasti increduli di fronte alla scomparsa di un personaggio storico cittadino come il “Monsignore”.
«Era il vescovo di tutti. La sua carica ecclesiastica passava in secondo piano quando ci fermavamo a parlare, perché ci confrontavamo come dei veri amici. Vasco era un personaggio carico di carisma e sempre con la battuta pronta», racconta Carlo Ferretti (nella foto), proprietario della cartoleria Ferretti di Pontedera. Il suo punto vendita si trova accanto alla dimora in cui don Bertelli ha passato gli ultimi anni della sua vita nella città della Vespa. «Al mattino quando usciva di casa era solito passare dal mio negozio a fare due chiacchiere. Ricordo che da sempre mi colpiva con uno scappellotto in segno di amicizia, come farebbe un padre con suo figlio», ricorda ancora Carlo Ferretti.
L’amicizia tra il cartolaio e don Bertelli risale a molti anni fa «quando ero un ragazzo e andavo agli incontri degli scout in parrocchia. Lui era una presenza fissa per noi giovani. Era in grado di darci consigli saggi, ma anche di sdrammatizzare nei momenti più difficili riuscendo sempre a trovare le parole giuste».
I ricordi dell’anziano commerciante si interrompono di tanto in tanto, presi dal dolore e dall’incredulità di fronte alla perdita di un grande amico. «Un’altra caratteristica di Vasco Bertelli era senza dubbio la sua generosità. Era sempre pronto ad aiutare le famiglie bisognose, i giovani che restavano senza lavoro. Mi sembra ieri, quando davanti alla sua abitazione si riuniva sempre un gruppetto di persone che chiedevano assistenza ed aiuto. Piuttosto rimaneva senza denaro in tasca, ma accontentava tutti in qualche modo».
La sepoltura del prete più famoso e amato dai cittadini pontederesi avverrà con tutta probabilità nella cattedrale di Volterra, come da sua volontà.
«Da quando è stato portato nel convitto ecclesiastico di Firenze non l’ho più visto. Spesso pensavo a che fine avesse fatto, ogni tanto ricevevo notizie in merito alla sua salute. Ero felice quando venivo a sapere che le sue condizioni erano stazionare e che, tutto sommato, stava abbastanza bene. Ora – continua Ferretti – ho saputo che verrà sepolto a Volterra. Se questa è stata la sua scelta io la rispetto, ma in me resterà la sensazione di lontananza da un vecchio e caro amico».
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