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Ricatto via Facebook ad un’esponente della segreteria Pd

Ricatto via Facebook ad un’esponente della segreteria Pd

LARI. «Ho modificato le tue foto facendole diventare porche. Ora se non fai ciò che ti dico ...». Il messaggio è arrivato - ieri pomeriggio - sulla bacheca Facebook di Olivia Picchi, ex assessore...

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LARI. «Ho modificato le tue foto facendole diventare porche. Ora se non fai ciò che ti dico ...». Il messaggio è arrivato - ieri pomeriggio - sulla bacheca Facebook di Olivia Picchi, ex assessore del Comune di Lari, consigliere provinciale e responsabile delle politiche del lavoro della segreteria provinciale del Pd. Il testo, farneticante e minaccioso, arriva da un sedicente Alessio Gigante, uno dei tanti che si nascondono dietro l’anonimato per interagire con gli altri utenti della rete con messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso. O anche con l’obiettivo di molestare la persona presa di mira.

Ovviamente, la consigliera provinciale del Pd ha intuito subito con chi aveva a che fare. Senza perdere tempo, ha pubblicato la foto del testo del messaggio con un commento che esprime bene la situazione. «E io che pensavo di averle viste tutte...». Contro il molestatore (che ha per amiche virtuali soltanto donne) partirà una segnalazione alla polizia postale. Al tempo stesso sarà segnalato a Facebook per chiudere il profilo fasullo.

«L’ho pubblicato solo per fare sapere che in giro ci sono persone così – dice Olivia Picchi –. Lo stesso messaggio inviato a una ragazzina potrebbe impressionarla. Cercherò di fare il possibile per bloccare il suo profilo. In questi giorni, con il congresso del partito ho incontrato tantissime persone. C’è chi dopo gli incontri mi ha chiesto l’amicizia su Fb e io non sono stata sempre a verificare se conoscevo quella persona». Gigante deve avere approfittato di questo e non si è reso conto di avere bussato alla porta sbagliata.

In passato, anche in provincia di Pisa, con questi messaggi di minaccia c’è stato chi ha molestato adolescenti arrivando a ricattarle. Meglio quindi stare attenti e al minimo dubbio rivolgersi alla polizia postale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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