Il dolore
Con 15 catture è debellato il branco di cani randagi
MONTOPOLI VALDARNO. Quindici cani catturati dal mese di luglio, tra cui due cuccioli, e nessuna nuova segnalazione da almeno tre settimane. È questa, al momento, la situazione dell’operazione contro...
MONTOPOLI VALDARNO. Quindici cani catturati dal mese di luglio, tra cui due cuccioli, e nessuna nuova segnalazione da almeno tre settimane.
È questa, al momento, la situazione dell’operazione contro il randagismo nella valle di Ricavo, a ridosso della tenuta di Varramista, fra i comuni di Montopoli e Palaia.
Una caccia al branco: uno o forse due gruppi di cani che da alcuni anni si muovono nella valle, liberi e aggressivi, facendo razzia delle specie faunistiche e perfino accerchiando singole persone a piedi o in bicicletta. Tante le segnalazioni, cresciute negli anni, con i cani che addirittura avevano iniziato a farsi notare anche a ridosso degli abitati di Marti e Casteldelbosco.
Una situazione che aveva spinto il Comune di Montopoli a correre ai ripari, emanando un’ordinanza, a luglio, per informare i cittadini del pericolo e dare avvio all’operazione di cattura, condotta insieme a Forestale, Carabinieri, Polizia Municipale, Provincia di Pisa e Asl 11, con la collaborazione delle associazioni venatorie, dei proprietari di zona e dell’associazione “Amici degli animali a quattro zampe” di Pontedera.
«Non possiamo dire che il problema sia risolto – spiega il sindaco Alessandra Vivaldi – ma almeno il contesto del branco dovrebbe essere stato debellato. Alla fine di questo mese ci riuniremo per fare il punto della situazione, e credo che l’ordinanza potrà essere revocata da novembre».
Quindici, come detto, gli animali catturati, attraverso l’utilizzo di gabbie e trappole. Tra loro anche due cuccioli già affidati in adozione. Gli altri, invece, sono stati trasferiti in un canile a Montespertoli. «Si tratta di capire – dice Vivaldi – se ci sono o meno le condizioni per l’affidamento. In futuro, qualora ci fossero nuove catture, potremo contare anche sulla disponibilità del canile di Santa Croce».
Per adesso non si registrano nuove segnalazioni, complice anche l’inizio della stagione venatoria che ha sempre rappresentato un freno alla libertà del branco. Il problema, tuttavia, sembra essersi in parte trasferito: «La sensazione – spiega Vivaldi – è che le catture abbiano spinto gli animali rimasti a spostarsi verso sud. Abbiamo quindi avvisato l’amministrazione di Palaia e l’Asl 5».
Ad ogni modo, all’origine del caso ci sarebbero le abitudini poco “ortodosse” di un proprietario della valle, che avrebbe nutrito per anni un gruppo di cani lasciati in assoluta libertà. Ne è convinta anche il sindaco Vivaldi: «Stiamo comunque collaborando con questa persona – spiega – alla quale abbiamo chiesto almeno la sterilizzazione dei cani regolarmente registrati e quindi riconducibili alla sua proprietà. Perché una situazione del genere deve avere per forza delle concause».
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