La manifestazione
Cinghialai in protesta contro la nuova tassa
Da quest’anno l’ente gestore fa pagare gli ospiti: le squadre di caccia diventano uffici di riscossione
VOLTERRA. Centinaia di cacciatori al cinghiali pronti alla “prima”: l’annata venatoria comincia oggi, non senza una lunga scia di polemiche. A sollevarle sono proprio loro, i componenti delle squadre di cinghialai dell’ambito territoriale di caccia 15 (Atc): a pochi giorni dall’inizio della stagione si ritrovano a doversi confrontare con un nuovo balzello introdotto dall’ente preposto che si occupa di gestire il settore. Si tratta del pagamento di 10 euro a cacciata per i cinghialai “ospiti” (quelli non iscritti nelle liste della squadra).
«Siamo sconcertati di fronte alle novità introdotte dalle recenti disposizioni regolamentari che, di fatto, rendono la gestione delle squadre difficoltose ed in parte irrealizzabili», premettono le squadre volterrane. Nell’Alta Valdicecina sono centinaia i cacciatori di cinghiale: la questione tocca tutti da vicino. «In particolare la norma che prevede il pagamento di 10 euro a cacciata per i cacciatori ospiti (non iscritti nelle liste della squadra) appare iniqua e pretenziosa, considerato che già i cacciatori versano una quota annuale all'Atc e che, considerati gli alti costi delle licenze di caccia annuali, assicurazioni e balzelli vari, indurranno diversi cacciatori, i più anziani e chi con difficoltà economiche riesce a malapena a permettersi il rinnovo annuale, a cessare l'attività venatoria», sottolineano.
Tributo a parte, il problema che si presenta alle squadre è la riscossione. «Ci chiediamo – vanno nei dettagli – come noi semplici appassionati, ed in base a quale norma finanziaria, possiamo riscuotere un tributo per conto di un ente pubblico, come dobbiamo gestire le quote riscosse, come possiamo giustificare il possesso di tali somme in caso di controlli tributari personali». Il fatto è che le squadre di cinghialai non hanno avuto dall’Atc alcuna disposizione su come versare i soldi che ogni squadra dovrebbe prendere in consegna. Il regolamento lo prevede mensilmente. «Nel frattempo li versiamo sui nostri conti correnti andando ad incidere con i nostri redditi? Semplicemente pazzesco», rincarano.
E avanzano, quella che secondo loro, sarebbe stata la proposta corretta. «Diverso sarebbe stato se l'Atc ci avesse fornito dei bollettini di conto corrente postale da consegnare ai cacciatori, facendo fare a loro stessi».
Si annusa area di cambiamenti futuri. «Ci chiediamo cosa sia cambiato nella gestione patrimoniale dell'Atc che richieda l'applicazione di nuovi balzelli, sarebbe il caso di far verificare dagli organi di controllo, quali la Corte dei Conti, i bilanci dell'ente al fine di controllare che le uscite siano necessarie ed oculate e che non vi siano danni all'erario». Dal canto loro, l’Atc ha informato le squadre di caccia al cinghiale che dal prossimo anno non consentirà di effettuare congiuntamente le battute. «Questi signori non si sono accorti che negli ultimi 10 anni i cacciatori si sono dimezzati e che per poter effettuare le battute nei territori toscani spesso non bastano i componenti di due squadre. Oltretutto, il limite minimo di 18 persone per effettuare la battuta, proprio per il diradarsi degli appassionati, richiede spesso che per poter effettuare la battuta dobbiamo fare giri di telefonate e quasi obbligare gli iscritti a venire a caccia. Ci obbligano anche a tener conto degli orari in cui i cacciatori lasciano o arrivano sul luogo di battuta, manco fossimo al lavoro».
Francesca Suggi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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