Il Tirreno

Pontedera

L’alluvione costa sei milioni di euro

di Gianni Bianchi

Stimati i danni di privati, aziende e amministrazioni locali. Moschi: «Sono cifre ancora approssimative»

3 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Oltre centoventi le realtà colpite dall’alluvione per una stima dei danni che sfiora i 6 milioni di euro. Nella ricognizione a caldo da parte di privati, aziende e amministrazioni locali è questa la cifra lasciata sul terreno dall’alluvione dello scorso 24 ottobre in Alta Valdicecina. «I danni alle proprietà pubbliche del Comune di Volterra, tra strade, immobili e scuole ammontano a circa un milione mezzo di euro – spiega l’assessore alle opere pubbliche di Volterra Paolo Moschi –. Ma a questa cifra c’è da aggiungere, stando a stime ancora approssimative, i danni subiti dai privati per alcuni milioni di euro».

Qui Volterra. Tirando le somme nel territorio di Volterra si contano danni per circa quattro milioni di euro. Sono un centinaio le schede di segnalazione consegnate da aziende e privati entro le 13 di ieri e di queste quasi la metà arrivano da Saline di Volterra. Dai cittadini si segnalano per lo più allagamenti delle abitazioni e danni alle autovetture. Più grave, invece, la situazione per le imprese, con capannoni trasformati in palude e macchinari fuori uso. Per esempio, l’Altair stima trecentomila euro di danni, l’Atisale mezzo milione e la ditta artigianale Alabastri Bavoni 800mila euro.

«I danni che l’acqua di giovedì 24 ci ha provocato sono stati abbastanza marginali, parlo di pavimenti, asfalto e magazzini con pezzi di ricambio, una stima che potremmo quantificare intorno a trecentomila euro», dice Roberto Vagheggi, general manager di Altair Chimica. Qui il livello dell’acqua ha raggiunto i trenta centimetri. «Ma se il livello fosse salito per un altro mezzo metro le cabine elettriche sarebbero probabilmente saltate, e a quel punto sarebbero sorti problemi maggiori». Che aggiunge: «La produzione non si è mai interrotta e la società è assicurata contro questa tipologia di danni».

Qui Montecatini. A Montecatini le “schede valutazione danni” pervenute presso gli uffici comunali sono una ventina e il calcolo dei danni, tutti a carico dei privati, si aggira intorno a 700mila euro.

Qui Pomarance. A Pomarance sono sette le schede consegnate all’amministrazione comunale e tutte compilate da imprese. Granchi Srl, per esempio, stima circa 147mila euro di danni. La Toscana Eco Verde Srl 25mila euro, Larderello Impianti Srl sfiora i 9mila euro. A cui si aggiungono altri 25mila euro nel complesso di quattro imprese agricole. Sul fronte pomarancino c’è anche il prezzo dei danni pubblici, sia per gli interventi sulle frane che per il ripristino della viabilità ci si attesta sui 175mila euro.

Il nodo bonifica. «Non ci sono state carenze nella gestione della sicurezza idraulica dei corsi d’acqua». È quanto afferma il direttore del Consorzio di bonifica Valdera Gianluca Soro. Che aggiunge: «L’Era è un corso naturale per cui è normale la presenza delle vegetazione ripariale che svolge, ed è stato così, un importante funzione di rallentamento della corrente. Inoltre, i guadi cimentati svolgono la funzione di soglie di fondo che fissano la quota dell’alveo e sono un ulteriore elemento di garanzia di regolarità del fiume».  Nelle prossime settimane sarà effettuata in un tratto lungo 10 chilometri la pulizia della vegetazione che la forza dell’acqua ha abbattuto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa