La manifestazione
La concia corre più della Germania
Nel secondo trimestre l’export registra un incremento del 3%
SANTA CROCE SULL’ARNO. Nel caso del distretto della concia e calzature di Santa Croce e Ponte a Egola i dati relativi al secondo trimestre evidenziano un netto miglioramento della concia (+3% rispetto al -6,3% del primo trimestre) e un contemporaneo peggioramento dei beni a valle delle calzature (-0,3% rispetto al +12,3% del primo trimestre). È quanto evidenzia il monitor realizzato dall’ufficio studi di Intesa San Paolo in collaborazione con la Cassa di risparmio di Firenze.
Un chiaro scuro in cui trovano spazio dinamiche opposte a seconda del livello in cui si collocano le imprese del comprensorio del Cuoio. Del resto, che i segnali di ripresa siano evidenti lo hanno sottolineato sia dalla sponda di Assoconciatori che da quella del Consorzio conciatori, parlando di pressione sui prezzi delle materie prime e di andamento a macchia di leopardo.
Per l’ufficio studi d’Intesa San Paolo considerato il peso delle lavorazioni a monte per questo distretto, il dato complessivo delle esportazioni del secondo trimestre risulta positivo (+2%), beneficiando della ripresa dell’export di pelli conciate verso Francia, Cina, Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Il distretto figura tra le realtà maggiormente in grado di sfruttare le opportunità sui mercati internazionali. L’export a livello di manifattura italiana ha subito una riduzione dello 0,3%. Francia e Germania hanno fatto addirittura peggio, accusando un calo tendenziale pari rispettivamente al -0,4% e al -1,7%.
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