Attenzione
Autodromo da bloccare per tutelare il territorio
Il consiglio comunale dovrà discutere il piano di classificazione acustica Dalle opposizioni l’invito a bloccare con un voto contrario il progetto
CASCINA. «Si tratta di un’enorme speculazione edilizia che comporterà dure proteste da parte delle persone che ci dovranno convivere». Non usano mezzi termini i consiglieri dell’opposizione cascinese Michele Parrini di Sìamo Cascina e Susanna Ceccardi della Lega Nord per il progetto dell’autodromo di Pardossi. Un investimento a cui si legano non solo la pista, ma anche un albergo, una discoteca e le pale eoliche, che hanno sostituito l’ipotesi iniziale di una centrale a biomasse.
«Perché una porzione di territorio a vocazione agrituristica viene giudicata idonea a ospitare una distesa enorme di cemento e asfalto? Perché è stato necessario che fossero le proteste dei cittadini a far stralciare dal progetto una centrale a biomasse di cui le amministrazioni avevano fatto finta di non accorgersi?», si domanda la Ceccardi. Adesso la palla è rimbalzata da Pontedera a Cascina perché con l’innalzamento della classificazione acustica pontederese da quota quattro a quota cinque, la Città del mobile dovrà portare la propria da tre a quattro. Le normative vigenti, infatti, prevedono che non ci sia più di un livello di scarto fra realtà confinanti. La commissione urbanistica si riunirà ad hoc il 12 novembre. E quel voto per le opposizioni potrebbe bocciare il progetto autodromo così com’è stato pensato, costringendo gli investitori a rivedere i piani.
«Cascina ha il potere di bloccare il tutto così come è stato concepito», rincara la dose Parrini. «Non è vero che qualcuno ci costringe da fuori». Ed è proprio sull’impatto che l’autodromo avrà sulle frazioni di Latignano e la parte cascinese di Pardossi che l’opposizione insiste. «Virgo ha scritto nero su bianco che le pale eoliche sono incompatibili con il funzionamento della struttura di ricerca. Ma quel che è preoccupante è che non si leva una voce per domandare come mai ogni volta che Pontedera autorizzi opere come la discarica, il progetto del termovalorizzatore e ora l’autodromo, scelga di ubicarli sempre sul confine cascinese. Ma è così felice l’amministrazione comunale di Cascina di sapere che i propri cittadini siano costantemente chiamati a sopportare le spese della politica territoriale altrui? – chiedono –. Da chi potrà protestare l’abitante di Latignano che non sopporti più le onde di rumore misto a gas che proverranno dall’impianto?».
C’è anche la questione viabilità. «L’amministrazione aveva richiesto la realizzazione di una viabilità alternativa in vista dell’accrescimento dei volumi di traffico che questo impianto comporterà. Perché non se ne è fatto di nulla? Ci sono dei concittadini da tutelare, abitanti del comune di Cascina che non beneficeranno di nessuna ricaduta economica», chiude Ceccardi.
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