Sicurezza
Scarichi a La Serra Arpat si chiama fuori
SAN MINIATO. La soluzione è soltanto una, quella della depurazione, anche se ancora non c’è traccia della copertura finanziaria del progetto. È la spiegazione che l’Arpat fornisce in merito al...
SAN MINIATO. La soluzione è soltanto una, quella della depurazione, anche se ancora non c’è traccia della copertura finanziaria del progetto. È la spiegazione che l’Arpat fornisce in merito al problema degli scarichi fognari a La Serra. Scarichi a cielo aperto, riversati in due fosse a pochi passi dalle abitazioni, in un contesto di arretratezza e degrado che porta con sé insetti, ratti e odori sgradevoli. Problemi più volte lamentati dai cittadini, e oggetto recentemente di un esposto dell’associazione Giacche Verdi inviato agli uffici Arpat.
Dopo l’ipotesi di un degrassatore (progetto superato dalla normativa) e quello di collettamento fino a Ponte a Egola (dai costi ovviamente insostenibili), Acque Spa e Comune di San Miniato hanno ipotizzato di recente l’installazione di un piccolo depuratore in loco, da realizzare prima del rilascio degli scarichi in Egola. Un’opera da circa 500mila euro, la cui copertura resta tutta da verificare. Un problema di cui Arpat è già al corrente, in quanto «i suddetti collettori – spiega l’Agenzia – sono inseriti nei “Piani stralcio” del Piano d’Ambito di Ato 2», per i quali la legge regionale 28 del 2010, trattandosi di scarichi di agglomerati inferiori a 2mila abitanti equivalenti, «permetteva di posticipare i termini previsti per l’adeguamento oltre il 31 dicembre 2015 e di snellire le procedure amministrative». «Sui collettori però – aggiunge Arpat - non è stato previsto nessun intervento a causa della mancanza di copertura finanziaria».
Spetta al gestore Acque Spa il compito di verificare la conformità degli scarichi da parte degli utenti. «Trattandosi di una condotta fognaria – dice Arpat – gli allacci delle utenze non sono soggetti ad autorizzazione, ma deve essere rispettato il regolamento del gestore, in questo caso Acque. Nel caso di immissione in fognatura mista, tale regolamento richiede l’inserimento di un impianto di chiarificazione a monte dell’allaccio, con l’obbligo di effettuarne una corretta manutenzione».
Relativamente agli inconvenienti igienico-sanitari, come maleodoranze, insetti o ratti, l’Agenzia «precisa che l’autorità competente in materia sono il Comune e l’Asl 11». «La definitiva soluzione a questa problematica – conclude – è quella di reperire al più presto le risorse finanziarie necessarie per convogliare i reflui in un impianto di depurazione».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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