Attenzione
Comune blindato, ricorso al Tar contro il segretario
Minoranze unite: Acerbi prima ordina che le richieste di accesso agli atti debbano essere fatte per scritto, poi a 5 giorni dall’udienza fa marcia indietro
VOLTERRA. Complicato (e costoso) controllare, democraticamente, l'operato della macchina comunale di Volterra e tutelare gli interessi dei cittadini. In sintesi è il pensiero che accomuna i 3 gruppi di opposizione, Progetto Originario, Città Aperta e La Sinistra, costretti a ricorrere al Tar contro il segretario comunale per far valere i loro diritti/doveri di consiglieri. La goccia che fa traboccare il vaso è il cantiere estivo lungo il viale dei Ponti. Due consiglieri di minoranza a luglio vanno in Comune e fanno richiesta degli atti dell'ufficio tecnico per visionare il fascicolo sui lavori.
È il 25 luglio: niente di fatto. Il responsabile del servizio, l'architetto Occhipinti, non è in ufficio: contattato al telefono, dà appuntamento ai due consiglieri di Progetto Originario per il giorno dopo. Sonia Guarneri e Fabio Bernardini tornano l'indomani: nuovo giro a vuoto. Occhipinti si rifiuta di far visionare il fascicolo e in un secondo momento dice che gli incartamenti sono custoditi da un collega in quel momento in ferie e che, comunque, «l'attività di accesso agli atti dei consiglieri è di ostacolo al lavoro degli uffici, tanto che la questione era stata segnalata al sindaco», si legge nella nota-denuncia di Sonia Guarneri al segretario comunale, Pier Luigi Acerbi, il 26 luglio.
La nota è particolareggiata: si ricorda - con riferimenti a leggi e decreti - che il percorso di accesso agli atti è diverso per i cittadini e per consiglieri, per i quali «non vi è necessità di richiesta scritta, tanto meno motivata e che la documentazione richiesta è visionabile nell'immediato, trattandosi di amministratori». Guarneri rincara: «Ho effettuato un accesso all'ufficio tecnico nel giugno 2012 e ancora sto attendendo fiduciosa: è grave che, in presenza di un lavoro nel centro, il responsabile dichiari di non avere la disponibilità del fascicolo», continua. E aggiunge: «Si segnala che in più occasioni il responsabile dell'ufficio tecnico ha impedito a un consigliere comunale di accedere agli atti».
Si chiede al segretario di intervenire: la lettera viene mandata per conoscenza anche a sindaco, ai capigruppo, al prefetto di Pisa. L'intervento del segretario Acerbi arriva, ma non è quello sperato. Nella risposta del 27 agosto sottolinea, tra le altre cose, che «il consigliere non può abusare del diritto all'informazione per scopi emulativi. Ebbene, molte delle più recenti richieste di accesso agli atti dei consiglieri di Po sono prolisse, ripetitive, eccessive, non in linea con le finalità politico-istituzionali e alcune volte neppure ritirate dopo che gli uffici avevano lavorato a lungo per soddisfarle». Acerbi conclude con la nuova disposizione: «Dispongo che sin da ora tutte le richieste di accesso agli atti, anche quelle dei consiglieri, debbano essere inoltrate per scritto all’ Ufficio protocollo-Sportello al cittadino, che provvederà a smistarle e pure la risposta dovrà essermi comunicata, così da poter monitorare, in forma diretta e immediata, il rispetto dei tempi».
Si paragona il cittadino con il ruolo del consigliere comunale. Il provvedimento viene subito impugnato di urgenza al Tar dalle 3 minoranze. «Questo primo atto nei confronti dei consiglieri asseconda, in misura plateale e finora inedita per un segretario, la mancanza di trasparenza che da anni connota questa amministrazione», risponde per scritto, il 27 agosto, Guarneri. Il Tar, intanto, fissa l'udienza il 23 ottobre. Cinque giorni prima, il segretario sforna un nuovo atto di "chiarimento" in cui rimette in ordine la questione (ruoli, diritti, democrazia istituzionale: senza revocare l'altro di agosto, però). Con questo dietrofront, il ricorso perde i presupposti cautelari (d'urgenza) e si attende la data della nuova udienza, con i tempi del Tar. «Mi chiedo – chiude Guarneri – se sia legittimo che un segretario possa scrivere tutto e il contrario di tutto a spese dei cittadini». Ad oggi il cantiere lungo viale dei Ponti è chiuso e nessuno ha potuto controllare.
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