La manifestazione
Scuola, per i contributi non c’è nessun obbligo
Il chiarimento del ministro Carrozza a un genitore di San Miniato Dubbi sulla quota di 20 euro chiesta per far fronte alle spese dell’istituto
SAN MINIATO. Nelle scuole dell’istituto comprensivo Buonarroti di San Miniato fa discutere il “contributo volontario” richiesto ai genitori, tacitamente fissato a 20 euro per alunno. A tal punto che un padre, indignato, ha deciso di rivolgersi direttamente al ministro Maria Chiara Carrozza. «Lo sapevate – le ha scritto più e più volte su Twitter – che in provincia di Pisa una scuola media consegna il libretto delle giustificazioni solo se si versa il contributo?». E il ministro, finalmente giovedì sera, gli ha così risposto: «È fuori legge se lo fa, abbiamo detto con circolare che il contributo non è obbligatorio».
All’accusa del genitore replica anche la dirigente scolastica del Buonarroti la quale, da noi interpellata, nega con decisione il fatto che il libretto sia pagamento. «Il contributo richiesto ai genitori – assicura la dirigente Daniela Di Vita – è assolutamente volontario. Ciascuno può dare quanto può o vuole, con la quota dei venti euro valida solo come indicazione di massima, basata sulle stime delle spese sostenute negli anni passati. C’è chi da cento e c’è chi da zero e il libretto viene sempre consegnato». «Che poi i soldi servano per pagare il libretto è falso – aggiunge la dirigente – e il disguido può essere nato alla scuola media, dove in effetti per praticità si raccolgono i contributi dai genitori al momento della consegna dei libretti per le giustificazioni».
La dirigente ammette però che qualche problema ci sia, soprattutto per quel che riguarda la raccolta e la gestione dei soldi, con gli insegnanti poco disposti ad occuparsene. «Gli anni passati – spiega Di Vita – la scuola inviava a tutti i genitori un bollettino di 26 euro, dei quali 6 per l'assicurazione e 20 di contributo, e le somme erano rendicontate e gestite direttamente dall’istituto. Quest’anno, invece, il bollettino serve solo per l’assicurazione, mentre i contributi volontari sono raccolti e gestiti da genitori incaricati. La ritengo una soluzione migliore anche se poi, si sa, è difficile mettere tutti d’accordo».
I problemi insorti, stando a quanto ci è dato sapere, sono sia di privacy che di tipo tecnico. Che sia un genitore a raccogliere i soldi ha fatto storcere il naso a qualcuno, tanto che in alcune scuole il contributo volontario è consegnato in buste anonime, da aprire tutte assieme in un secondo momento. Quindi sopraggiunge il problema della gestione dei soldi: «Se facciamo un libretto cointestato – si sarebbe chiesta una mamma – non è che poi dovremo considerare anche quelle somme al momento della certificazione Isee?».
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