Italia
Almeno una cinquantina di frane in più
Una valanga di smottamenti e strade interrotte dopo l’alluvione. Resta critica la viabilità in località Pavone e a Prato d’Era
VOLTERRA. Difficile fare i conti. Ma tra piccole, medie e grandi frane si stimano circa una cinquantina di smottamenti post-alluvione sulle strade dell’Alta Valdicecina con operai della Provincia di Pisa, che insieme ai volontari della Protezione civile e a tutta la task force in campo, hanno lavorato anche dieci ore di fila.
La viabilità. La strada di Malarampa e il ponte rimangono chiusi al traffico. La situazione è in evoluzione e gli occhi degli addetti ai lavori monitorano attentamente il territorio, per quello che possono, per dare continui aggiornamenti. La provinciale 439 dir, tra Roncolla e Prato d’Era, viene riaperta al traffico in serata, a senso unico alternato in alcuni punti. «Noi della Provincia, con i vigili del fuoco e due escavatori di una azienda privata, stiamo cercando di liberare la carreggiata da detriti per riaprirla quanto prima», dicono gli addetti. Detto fatto: alle 18 di ieri sera si torna a circolare.
Per quanto riguarda la provinciale 439 dir, Molino d’Era-bivio bonifica le auto tornano, dopo ingenti lavori di ripristino. Altro punto critico, la regionale 68, sia tra Saline e Volterra, che tra Volterra e Colle Val d’Elsa: anche in questo caso proseguiranno i lavori per tutto il fine settimana. Interrotte anche alcune strade comunali e vicinali, interessate anche queste da interventi per garantirne la transitabilità. Ci sono un centinaio di persone, che abitano in zone di campagna, raggiungibili solo a piedi. Invece nell’area di Pomarance permangono poi ancora alcuni problemi sulla 439, sul fiume Cecina, zona Ponte di Ferro, a causa delle acque non regimate provenienti da monte: su questo versante è ancora impegnata la Protezione civile.
Al Pavone cede la sede stradale. È ancora la Provincia a fare il punto della situazione. La situazione è particolarmente ostica all’altezza del chilometro 4,3, in località Pavone: in questa zona è il corpo stradale a cedere. L’acqua dell’Era è a pochi metri dalla strada. Arginati, invece, con buona lena gli smottamenti sulla provinciale 16 del Monte Volterrano.
Contro il dissesto idrogeologico. Day after: il sindaco Buselli si reca a Molino d’Era, dopo la visita a Saline. «Gli abitanti e le attività lamentano che il fiume non è gestito nella maniera ottimale per quanto riguarda gli argini e le pessime condizioni delle alberature a ridosso del fiume. Servono maggiori mezzi e operatività da parte del Consorzio di bonifica – dice la sua –. Purtroppo si spendono milioni di euro in elezioni cui la partecipazione è scarsissima, invece di potenziare l'operatività. È questo che serve. Interventi come casse di espansione e briglie che, nel caso di Saline, sono previste nei piani ma ferme, di fatto, per motivi burocratici relativi a pratiche di esproprio. Per i Comuni, sblocchino il Patto di Stabilità per gli interventi relativi al rischio idrogeologico e noi gli interventi li facciamo». L’amministrazione, in accordo con Croce Rossa e Misericordia che avranno il ruolo di coordinamento, ha proposto di istituire squadre di volontari che possano affiancare gli operai del Comune.
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