Il dolore
Senza stipendio e beffati dai camion pieni di commesse
Si inasprisce la vertenza Lorbac. Deciso il sit-in ad oltranza per impedire l’uscita di qualunque mezzo dall’azienda
CASTELFRANCO DI SOTTO. Negli occhi dei lavoratori c’è tutta la rabbia di chi si sente preso in giro. La beffa di chi è costretto a vivere senza stipendio da mesi, mentre camion carichi di lavoro (il proprio lavoro) se ve vanno tranquillamente verso altre aziende. Diventa incandescente il livello dello scontro sulla vertenza Lorbac. I lavoratori dell’azienda sono in assemblea permanente da ieri mattina: un presidio a oltranza, giorno e notte, davanti ai cancelli del calzaturificio, per impedire l’entrata e l’uscita di qualunque automezzo. Intorno alle 10 di ieri, infatti, un camion è stato notato mentre abbandonava il piazzale del calzaturificio per raggiungere un’azienda di Capanne, nel comune di Montopoli: a bordo ordini e scarpe rimaste a metà, di cui il Tribunale ha autorizzato il completamento presso aziende terze. Una decisione che ha fatto sobbalzare sindacati e lavoratori, che hanno quindi deciso di organizzare un’assemblea permanente, con tanto di squadre e turni di sorveglianza, in attesa di segnali finalmente positivi in una vertenza che per adesso non ha trovato sbocchi.
«Abbiamo subito contattato la commissaria – racconta il segretario Cgil Domenico Contino – e ci ha confermato di aver autorizzato il completamento degli ordini, in modo che il materiale, una volta venduto, garantisca maggiori risorse per i creditori. Un decisione, per quanto legittima a livello legale, che ci lascia fortemente perplessi. Non si capisce perché delegare il lavoro ad un’altra azienda, che ovviamente vorrà essere pagata, quando ci sono dipendenti senza stipendio da mesi. Ci è stato risposto che non sarebbe possibile completare la produzione all’interno perché ormai manca anche la corrente elettrica. Eppure vediamo ogni giorno lampadine e computer accesi. Chiediamo, quindi, a chi ha avallato questa scelta se non si renda conto del pericolo di grave conflitto sociale che sta creando».
La sensazione, a detta dei sindacalisti, è che si voglia in qualche modo tenere lontani i lavoratori per non avere tra i piedi gli stessi sindacati: «Lo scorso giovedì – racconta Contino – uno dei dipendenti tenuti, per la procedura di mobilità, a presentarsi ancora in azienda, è stato collocato forzatamente in ferie. Guarda caso si tratta di un rappresentante sindacale, a cui viene imputata la responsabilità di averci fornito alcune informazioni. È evidente che in questa vicenda ci sono diversi aspetti da chiarire, soprattutto per allontanare certi sospetti».
La questione, intanto, continua ad essere seguita anche dalla Regione. Dopo l’incontro con la commissione Lavoro dello scorso mercoledì, è stata approvata all’unanimità, in consiglio regionale, una mozione che impegna il presidente del consiglio e la giunta a convocare in Regione la stessa commissaria Gabriella Zito. Un segnale di interessamento importante, a cui si aggiunge, come riferisce il vicesindaco di Castelfranco Gabriele Toti, «la recente firma, da parte della Regione Toscana, di un accordo per il “microcredito regionale” con alcuni istituti di credito, che consentirà di anticipare, in una soluzione, 3.000 euro ai lavoratori con un’unica fonte di reddito, che non ricevono la retribuzione da almeno due mesi o in attesa degli ammortizzatori sociali».
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