Toscana
Niente colpo di mano la Regione manterrà fede al referendum
La commissione “Affari istituzionali” si ravvede dopo aver convocato i sindaci di Peccioli, Capannoli e Palaia
PECCIOLI. Il colpo di mano non riesce. Il risultato del referendum sulla fusione dei comuni di Peccioli, Palaia e Capannoli (bocciata in due comuni su tre, Peccioli e Capannoli) non sarà stracciato. La volontà popolare espressa democraticamente attraverso le urne non verrà cancellata.
Nei prossimi giorni il consiglio regionale ratificherà il risultato della consultazione di qualche settimana fa. La notizia è di poche ore fa ed è riconducibile alla riunione della commissione “Affari istituzionali” della Regione Toscana, il cui presidente, l’avvocato Marco Manneschi (Italia dei Valori), aveva, nei giorni scorsi, ipotizzato come il voto nei tre comuni non fosse assolutamente vincolante per la Regione e che quindi fosse anche diversamente interpretabile.
Ieri mattina, nel corso della riunione della commissione, la decisione. Alla quale hanno contribuito in modo incisivo i tre sindaci dei comuni di Peccioli, Palaia e Capannoli, rispettivamente Silvano Crecchi, Alberto Falchi e Filippo Fatticcioni, convocati appunto dall’organo regionale. Tutti e tre i primi cittadini hanno sottolineato quanto per loro il giudizio dei cittadini partorito dalle urne fosse un punto di riferimento imprescindibile, da trattare quindi con estremo rispetto, nonostante i tre amministratori rimangano fermamente convinti che quello della fusione sia un treno andato perduto.
«Abbiamo voluto confrontarci coi sindaci – ci spiega il presidente della commissione “Affari costituzionali” Marco Manneschi – perché per la Regione il referendum, che era di natura puramente consultiva, non era da ritenersi vincolante. Complessivamente, infatti, tra tutti e tre i territori comunali coinvolti, non ci dobbiamo dimenticare che il sì alla fusione ha vinto sul no. Inoltre, nei due comuni dove ha prevalso il no c’è da tener presente che non è stato raggiunto il quorum dei votanti e che la bocciatura è stata decisa con maggioranze tutt’altro che bulgare. Anzi, piuttosto risicate».
Da qui l’idea della commissione di forzare la mano e di mettere in discussione l’esito del referendum. I sindaci, però, si sono opposti e si sono presentati in Regione saldamente ancorati alla posizione espressa dai loro cittadini.
«Ci è sembrato giusto – aggiunge l’avvocato Manneschi – coinvolgere in questa nostra discussione i sindaci dei territori coinvolti, che abbiamo convocato questa mattina (ieri mattina per chi legge, ndr) in commissione. Nonostante abbia parlato uno solo, ha comunque espresso una presa di posizione unanime, condivisa anche con gli altri due. Ci hanno detto chiaramente che il loro obiettivo è quello di rispettare in tutto e per tutto il risultato della consultazione referendaria. Nel ribadire che la fusione rimane comunque un’opportunità di sviluppo per i loro comuni, i tre sindaci hanno tenuto a sottolineare che non intendono violare per alcun motivo la volontà popolare manifestata col voto dai cittadini. Se la fusione dovrà essere nuovamente presa in considerazione come ipotesi per il futuro, lo dovrà essere con il consenso dei diretti protagonisti, ovvero i cittadini».
La commissione, quindi, ha dovuto prendere atto della posizione dei sindaci. «A questo punto – conclude Manneschi – ci presenteremo in consiglio regionale con un parere negativo rispetto alla fusione, così come indicato dal referendum consultivo».
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