Il Tirreno

Pontedera

«Impossibile sfuggire al vortice d’acqua»

di Sabrina Chiellini
«Impossibile sfuggire al vortice d’acqua»

Il racconto della custode salvata dai pompieri insieme ad una cuoca e ad una bambina sorprese dall’alluvione nella scuola elementare

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VOLTERRA. «Non abbiamo fatto in tempo a lasciare la scuola, all’improvviso ci siamo trovati in un vortice d’acqua. Siamo salite al terzo piano dell’edificio e abbiamo aspettato i soccorsi». Carla Giomi lavora come custode alla scuola elementare di Saline di Volterra. Insieme alla cuoca, Ornella Vadi, e a una bambina che frequenta la quinta classe è stata sorpresa dall’ondata che, dopo l’esondazione del Cecina, ha invaso ieri mattina l’abitato di Saline. A metterle in salvo, con l’aiuto di un gommone, ci hanno pensato i vigili del fuoco. Tanta la paura: e quando l’evacuazione dell’edificio si è conclusa i compaesani erano lì ad attenderle. Applausi e abbracci. Oltre alla rabbia, erano tanti anni che Saline non faceva i conti con un’alluvione. Vederle arrivare, tutte e tre sorridenti, sulla strada che attraversa il paese è stato per tutti un momento di soddisfazione. Il sindaco, Marco Buselli, ha chiuso l’asilo e le elementari di Villamagna, oltre alle medie, elementari e all’asilo di Saline di Volterra: già dalla sera prima il Comune era stato messo in allerta dalla protezione civile. Ma la bidella, la cuoca e la bambina sono state sorprese dall’alluvione. «Sono arrivata alle 7,20 – racconta Carla – ho fatto in tempo a informarmi dell’ordinanza di chiusura della scuola per il maltempo che già eravamo con l’acqua nelle aule. La bambina e la cuoca erano entrate insieme a me. E non abbiamo avuto il tempo di fuggire da quella situazione. L’acqua arrivava a vortici, siamo salite all’ultimo piano, ci siamo sentite al sicuro. Per non far spaventare la bambina abbiamo giocato a carte cercando di farla stare tranquilla il più possibile. E quando ci hanno portato via i vigili del fuoco (Carla si è lasciata andare a un saluto con la mano alzata, un modo per liberarsi da tutta quella tensione, ndr) abbiamo tirato un sospiro di sollievo». Subito dopo la conclusione del soccorso la rabbia dei cittadini sale. «Qualcuno dovrebbe spiegarci – dice Giovanni Fristari – se questo è il modo di organizzare un piano per affrontare le conseguenze del maltempo». La polemica sulla mancata informazione dilaga. Arrivano in tanti vicino al parcheggio allagato davanti alla scuola elementare e a via Leopardi. «Il Comune ha messo nel tardo pomeriggio o di notte alcuni cartelli per informare che la piazza era a rischio maltempo – ripetono più volte – ma sono in pochi ad averli visti e le nostre macchine sono rimaste intrappolate nell’acqua. Una vergogna. Avrebbero dovuto informarci con il megafono o passando nel centro del paese con una macchina della protezione civile. Qui non si è visto nessuno e ora i danni sono tantissimi e, come sempre, siamo noi cittadini a doverne pagare le conseguenze». Quei cartelli di pericolo passati inosservati e portati via dalla piena innescano molte reazioni - «Sono stati posizionati alle 17 di mercoledì», conferma il comandante della Municipale - e tengono banco nei discorsi dei cittadini che si lamentano per come l’allerta meteo è stata gestita dall’amministrazione comunale. Quando le strade erano allagate e i cittadini nel panico si è messa in moto la macchina dei soccorsi: vigili del fuoco, protezione civile, 118, polizia, carabinieri e polizia municipale. Ma i danni erano enormi. Gli allagamenti a Saline dovrebbero essere stati causati da una frana che ha deviato un collettore di raccolta delle acque piovane che invece di scaricare nella campagna ha “portato” l’acqua nel paese. Una quindicina i mezzi rimasti intrappolati nell’acqua e danneggiati. «Tutto questo ha una responsabilità precisa – dicono i cittadini – e non è solo colpa della pioggia ma della mancata informazione».

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